Quali sono i maggiori problemi del suo ufficio?

Sono problemi annosi. Dopo venti anni di vertenza Arsenale fortemente voluta dalla RSU e dalle organizzazioni sindacali, e la costituzione di una “cabina di regia” presso il Comune di Taranto, sembrava esserci una svolta. A ciò si aggiunse l’impegno della politica, già nel 2018, a procedere con le assunzioni. Ricordo inoltre che il 4 giugno 2020, Il Comando Logistico Napoli, nel presentare alle organizzazioni sindacali il Piano Industriale Integrato 2020-25, collocava nel 2024 il “collasso” degli stabilimenti a fronte della carenza di organico e rappresentava la necessità di assumere per l’Arsenale ben 861 unità nel quinquennio in argomento.

Di fatto, delle assunzioni promesse, per quanto insufficienti, non vi è ancora traccia di pubblicazione del bando di concorso. In questi giorni assistiamo all’ingresso della Leonardo Spa, che effettuerà lavori di manutenzione su sistemi d’arma precedentemente di competenza delle nostre maestranze.

Di fronte a questa situazione è forte la preoccupazione per la perdita del ruolo pubblico dell’Arsenale.

Quali le proposte della Uilpa per superare tali difficoltà?

Le assunzioni sono ormai improcrastinabili, inoltre serve la formazione per il mantenimento delle competenze, e un nuovo modello industriale che potrebbe ad esempio porre a capo dello Stabilimento un manager con obiettivi prefissati di produttività e rilancio.

Perché i lavoratori del suo ufficio dovrebbero preferire le liste della Uilpa rispetto a quelle di altri sindacati?

Per l’impegno dimostrato dai delegati RSU, sempre presenti tra i lavoratori, che hanno collaborato fattivamente nei Comitati di verifica per il contenimento della pandemia; per l’informazione costante e puntuale ai lavoratori anche nei periodi di lockdown attraverso i social media; per l’impegno sempre profuso nell’ambito della sicurezza con i propri delegati RLS.

Come vede la prospettiva e il ruolo del sindacato nel complesso mondo del lavoro contemporaneo?

Col diffondersi del precariato è fondamentale far comprendere ai lavoratori che il sindacato è il solo a poter tutelare la dignità del lavoro, che passa attraverso la cultura del rispetto della persona, il controllo dell’applicazione delle norme e la ricerca costante della prevenzione. È il solo a poter proteggere il rapporto di lavoro, in modo che non abbia la minaccia costante del licenziamento. Insomma, il sindacato è l’unica arma contro il precariato.

22 marzo 2022

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