Nel corso di una recente audizione parlamentare il Ministro per la Pubblica amministrazione ha annunciato che il governo intende varare a breve un nuovo decreto PNRR contenente importanti novità anche in materia di semplificazione amministrativa.

Chi lavora nella Pubblica Amministrazione sa bene che il tema della semplificazione è essenziale, specie nell’ottica di un miglioramento della qualità dei servizi destinati a cittadini e imprese. Proprio per questo motivo lascia perplessi l’idea del ministro di dimezzare con un colpo di decreto la durata dei procedimenti amministrativi portandoli, ad esempio, da 30 a 15 giorni.

Ci sembra una scorciatoia difficilmente percorribile perché significa non aver capito che per semplificare e snellire le procedure occorre una profonda revisione dell’organizzazione del lavoro nelle strutture pubbliche. A nostro parere occorre affrontare il problema alla radice e seguendo un percorso logico.  

Per prima cosa è necessario sradicare la mentalità borbonica di molti dirigenti che vivono nel culto del formalismo burocratico e frappongono mille ostacoli al flusso lavorativo negli uffici che dirigono. Poi bisognerebbe affrontare seriamente il tema dei fabbisogni di personale, dal momento che in molti uffici gli organici sono ormai ridotti ai minimi termini.

Ma soprattutto è necessario coinvolgere i lavoratori nei processi di cambiamento. Vanno bene le Commissioni bicamerali, le Unità per la semplificazione, le Agende e i Comitati di saggi. Ma senza il contributo attivo di coloro che conoscono per esperienza diretta quotidiana le strozzature che rallentano l’azione amministrativa, non ci sarà mai nessun reale miglioramento e la burocrazia ottusa continuerà a farla da padrona. Gli strumenti esistono: basti pensare agli organismi di partecipazione previsti dai contratti collettivi nell’ambito del sistema di relazioni sindacali. 

Sarebbe meglio abbandonare una volta per tutte gli slogan. Anche perché si rischia di aumentare le complicazioni invece di semplificare. È il caso ad esempio della “tracciabilità” delle pratiche in stile Amazon. Idea affascinante, certo. Peccato che una norma simile esiste già da almeno dieci anni. In ministro non dovrebbe chiedersi per quale motivo non funziona, piuttosto che pensare a introdurre l’ennesimo doppione?

Per la società e l’economia è vitale semplificare la vita dei cittadini e delle imprese. In tal senso i lavoratori della Pubblica Amministrazione possono un grande contributo anche in termini di proposte concrete. Qualcuno al governo intende ascoltarli?

Sandro Colombi, Segretario generale UIL Pubblica Amministrazione

Roma, 18 marzo 2022