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Veronese (UIL). Zero morti sul lavoro, una battaglia che non va in ferie

Ecco i dati analitici, molto analitici dell’Inail: sono certamente utili a conoscere l’ampiezza e l’articolazione del fenomeno infortunistico, delle malattie professionali e delle morti sul lavoro. Intanto registriamo che, rispetto ai primi 6 mesi del 2022, i morti nei luoghi di lavoro nei primi 6 mesi del 2023 sono in aumento. Anche noi del sindacato li utilizzeremo per capire meglio i contesti su cui è necessario muoversi reclamando più attenzione nella prevenzione e più attività di vigilanza, individuando i contesti produttivi, le aree geografiche, le modalità stesse con cui questi infortuni si verificano.

 

Un esame complessivo della situazione, e analitico al tempo stesso, che siamo in condizione di fare anche grazie a un gran numero di RLS e RLST, dirigenti ed operatori sindacali che fanno della salute e della sicurezza sul lavoro elemento centrale della loro attività quotidiana.

 

Proprio un’ampia rappresentanza di questa forza attiva della UIL si riunirà a Roma il 19 settembre per confrontare le esperienze, individuare le migliori pratiche e rivendicare, con forza, ancora più attenzione e impegno, per arrivare a zero morti sul lavoro e a un deciso abbattimento dei numeri degli infortuni e delle malattie professionali. Impegno che, come Sindacato, pretendiamo anche dal Ministero del Lavoro, dove però i tavoli di confronto su questa tematica stentano ad essere convocati, figuriamoci le azioni specifiche!

 

Per la UIL, la battaglia Zero morti sul lavoro è un elemento qualificante che certamente non si sospende nemmeno nei mesi estivi.

 

Ivana Veronese, Segretaria confederale UIL

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