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UILPA Lavoro. Il nulla del nulla: andiamo avanti uniti!

Nella mattinata del 25 settembre abbiamo avuto incontro con l’INL e i rappresentanti della parte politica del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

 

Abbiamo ribadito le tante questioni rimaste irrisolte e, soprattutto, l’urgenza di affrontarle in tempi rapidi e certi.

 

Le risposte ricevute sono deludenti o, addirittura, inesistenti e questo peggiora ulteriormente il quadro complessivo, già fosco.

 

Riguardo agli arretrati della perequazione – il cui costo è stato quantificato in 26 milioni di euro – ci è stato comunicato che si intende presentare un’apposita norma solo nella prossima legge di bilancio, non avvalendosi degli altri veicoli normativi (Decreti-Legge in via di presentazione o in fase di conversione) che in questi mesi saranno presentati.

 

Da parte nostra, oltre a non condividere affatto questa scelta, che preclude la possibilità di utilizzare ulteriori strumenti normativi, non siamo affatto convinti del conto di 26 milioni di euro prospettato: fino a poco tempo fa ci era stato detto che sarebbero stati necessari circa 37 milioni di euro per definire la questione degli arretrati. Ora come mai si è scesi di importo?

 

Non vorremmo che si giochi al ribasso, ad esempio scomputando le cifre dell’una tantum, che non c’entrano nulla con gli arretrati, come avevamo condiviso al tavolo del Ministero del Lavoro, tempo fa.

 

Nulla ci è stato risposto riguardo alla possibilità di presentare norme che:

 

1) aumentino il Fondo Risorse Decentrate dell’INL e il Decreto Poletti;

 

2) cambino la “destinazione d’uso” degli introiti delle sanzioni in materia di salute e sicurezza, al momento inutilizzabili;

 

3) riconoscano una reale e non finta autonomia organizzativa e finanziaria all’INL, anche rispetto all’uso degli avanzi di bilancio.

 

Questo deve far supporre che l’INL con le sue attività non è tra le priorità di questo Governo e del vertice politico del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, nonostante tanti proclami e tante belle parole di facciata.

 

Ci si ricorda di INL solo quando ci sono morti o infortuni sul lavoro o ci sono vigilanze strategiche da fare. Per il resto, nulla!

 

I lavoratori dell’INL sono tra i meno pagati del comparto!

 

Ad aggravare il quadro, è stato comunicato che gli organi di controllo interni a INL non si sono ancora riuniti per deliberare sulle ipotesi di accordi relative a famiglie professionali e progressioni orizzontali. Considerato che dopo la deliberazione degli organi di controllo interni sarà necessario inviare le ipotesi agli organi di controllo esterni, questo significa che nel 2023 non si faranno né le progressioni orizzontali né le verticali e lo riteniamo uno schiaffo sia alle lavoratrici e ai lavoratori che alle loro rappresentanze sindacali.

 

Ma il non plus ultra è la vicenda dell’FRD 2022 (sul quale dovrebbe essere programmata la spesa per le progressioni orizzontali) a quanto pare impantanato al MEF. Di fronte alle nostre specifiche richieste di chiarimenti ci è stato riferito che il MEF sta tardando nella certificazione del fondo a causa delle assunzioni effettuate nel 2022 e per le quali sembrerebbe che stiano chiedendo ancora numeri.

 

Non ci sono parole! Oltre al grottesco abbiamo assistito ad un vero e proprio scarico di responsabilità tra Amministrazioni a danno dei lavoratori!

 

Notiamo che mentre si è stati veloci nel far approvare la riorganizzazione, in ordine alla quale, su specifica domanda, nulla è stato risposto con quel che ne consegue (ad esempio in termini di aumento dei posti della dirigenza di prima fascia), la stessa celerità scompare del tutto quando si tratta di occuparsi delle questioni relative al personale.

 

Non è possibile, né accettabile che siano sempre e comunque le lavoratrici e i lavoratori a doverci rimettere. Quelle lavoratrici e quei lavoratori cui si chiede di continuare a fare numeri, a raggiungere obiettivi strategici per farsi belli.

 

Proprio per questo, riteniamo di andare avanti nella nostra mobilitazione in modo compatto e vi chiediamo di adottare tutte le iniziative di lotta già poste in essere in questi mesi, coinvolgendo anche gli organi di stampa, perché l’opinione pubblica sia messa a conoscenza delle condizioni in cui il personale dell’Ispettorato del Lavoro è costretto a lavorare.

 

Dopo l’assemblea nazionale in videoconferenza, abbiamo indetto tre ulteriori date di assemblee nazionali, già comunicate all’INL, che si terranno in modalità mista (in presenza e in videoconferenza):

 

– 2 ottobre a Roma, presso l’ITL, dalle 11 alle 13;

 

– 12 ottobre a Milano, presso l’ITL, dalle 11 alle 13;

 

– 26 ottobre a Napoli, presso l’ITL dalle 11 alle 13.

 

Non appena ci saranno inviati i link per la partecipazione, ve li faremo avere.

 

Seguirà la proclamazione di una giornata di sciopero nazionale, la cui data vi comunicheremo in questi giorni.

 

Andiamo avanti e ricordiamoci che la lotta paga sempre!

 

Roma, 25 settembre 2023

 

FP CGIL – M.ARIANO

CISL FP – M. CAVO

UILPA – I. CASALI

FLP – A. PICCOLI

CONFINTESA FP – N. MORGIA

CONFSAL-UNSA – V. DI BIASI

USB P.I. – G. DELL’ERBA /V. SANTURELLI

IL NULLA DEL NULLA – Unitario del 25 sett. 2023

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