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UILPA Giustizia. Nota unitaria al Ministro Nordio

Con diverse note il Sindacato Confederale, anche disgiuntamente, ha segnalato la gravissima situazione in cui versa il Ministero della Giustizia soprattutto in conseguenza della pessima gestione dello stesso da parte dei Ministri che si sono succeduti nell’ultimo quinquennio. In particolare FP CGIL CISL FP e UILPA hanno denunciato, tra l’altro, che da mesi rimangono inspiegabilmente bloccate circa diecimila progressioni economiche in favore dei lavoratori della Giustizia, sebbene la relativa ipotesi di accordo, sottoscritta l’11 luglio scorso, dopo mesi di estenuanti trattative, sia stata certificata dagli organi di controllo; che giacciono nei cassetti del Ministero da un anno le ipotesi di accordo relative al salario accessorio degli anni 2020 e 2021 le quali, per diventare esigibili, necessitano di alcune modifiche volte ad ovviare ai rilievi mossi dagli organi di controllo; che, diversamente da altre pp aa del comparto Funzioni Centrali, rimangono
completamente disattese le norme di prima applicazione del CCNL 2019/2021, sottoscritto lo scorso 9 maggio (la definizione delle famiglie professionali; completamento delle procedure per l’attribuzione delle progressioni economiche già definite, anche sub specie di ipotesi di accordo, alla data di entrata in vigore del nuovo ordinamento professionale; progressioni tra le aree in deroga in applicazione dell’art. 52 comma 1-bis D.L.vo 165/2001) né è stato convocato il tavolo negoziale per la definizione del nuovo Contratto Collettivo Nazionale Integrativo del Ministero della Giustizia e neppure fornite le informazioni propedeutiche all’inizio della trattativa.

Ferme restando le criticità specifiche dei singoli dipartimenti e degli Archivi Notarili, che saranno affrontate attraverso la interlocuzione con i vertici di ciascuna amministrazione, FP CGIL CISL FP e UILPA, ad oltre tre mesi dall’insediamento del nuovo Governo, hanno riscontrato la totale assenza di risposte da parte del Ministro della Giustizia il quale, ad oggi, secondo quanto risulta, non ha neppure conferito la delega al personale ad uno dei sottosegretari. Tale comportamento è inspiegabile ma soprattutto è grave perché denota una noncuranza assoluta nei confronti delle migliaia di lavoratori che, tra le incommensurabili difficoltà a tutti note, ogni giorno assicurano i servizi negli uffici giudiziari, nelle strutture penitenziarie, della giustizia minorile e dell’esecuzione penale esterna e negli Archivi Notarili.

Tanto premesso FP CGIL CISL FP e UILPA, per l’ennesima volta, chiedono che sia convocato con urgenza un tavolo negoziale che sblocchi le circa diecimila progressioni economiche, già definite nel luglio 2022, attraverso la mera sottoscrizione dell’accordo definitivo, nonché il salario accessorio degli anni 2020 e 2021, attraverso la sottoscrizione delle emende alle ipotesi di accordo già firmate. Le stesse chiedono altresì che sia data attuazione alle norme di prima applicazione del CCNL Funzioni Centrali 2019/2021, che sia convocato il tavolo negoziale per la stipula del nuovo Contratto Integrativo della Giustizia, previa trasmissione delle informazioni necessarie per l’inizio della trattativa ed attuazione di tutti gli accordi allo stato rimasti non applicati, e che siano impartite disposizioni affinché venga aperto da subito il confronto con le organizzazioni sindacali per la definizione delle vertenze specifiche di ciascuna delle amministrazioni della Giustizia.

FP CGIL CISL FP e UILPA, che sono in stato di agitazione sin dal 20 settembre 2022, rappresentano che in caso di ulteriore negativo riscontro attiveranno tutte le procedure previste dalla legge per la tutela dei diritti dei lavoratori e delle prerogative sindacali, fino alla proclamazione dello sciopero.

Distinti saluti

 

Roma, 7 febbraio 2023

 

FP CGIL – Russo/Prestini

 

CISL FP – Marra

 

UILPA – Amoroso

 

La nota unitaria in PDF

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