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UIL. Lo stato dell’arte della contrattazione collettiva

Nell’archivio dei contratti collettivi nazionali di lavoro (CCNL) presso il Consiglio Nazionale Economia e Lavoro (CNEL), aggiornato a gennaio 2023, risultano depositati 957 CCNL. Di questi, sono intercettati dal flusso di dati INPS – UNIEMENS, ovvero sono effettivamente applicati solo 434 CCNL che coinvolgono 13.697.850 di lavoratrici e lavoratori.

I contratti sottoscritti da CIGL – CISL – UIL sono 210 e rappresentano 12.198.553 di lavoratrici e lavoratori, con una copertura contrattuale poco più del 90%. Dei contratti sottoscritti dalle OO.SS maggiormente e comparativamente più rappresentative a livello nazionale, a gennaio 2023, risultano scaduti 147 accordi collettivi per un totale di 7.677.197 di lavoratrici e lavoratori.  Questi dati confermano che nel settore privato la metà delle persone è ancora in attesa che il proprio contratto nazionale sia rinnovato.

Una menzione particolare, per il numero di persone coinvolte e per il peso economico del settore, la merita il contratto del commercio, scaduto nel 2019, e ancora non rinnovato.  Il recente accordo ponte, che prevede l’erogazione di un’indennità una tantum, di importo pari a 350,00 euro lordi sul IV livello, è una buona notizia per lo stato di salute delle relazioni sindacali, ma è per la UIL, solo un punto di partenza che deve portare, al più presto, al rinnovo di un contratto che viene applicato ad oltre due milioni di persone.

In un contesto di elevata inflazione, come quello che stiamo vivendo, questa prolungata situazione di stallo, non è più né accettabile né sostenibile non solo per le famiglie italiane, ma per il sistema Paese che si sostiene per due terzi dalla domanda interna. Il protrarsi della caduta dei salari condannerebbe l’Italia ad una sicura e preoccupante recessione economica – che dopo quelle causate dai mutui subprime (2007/08) e dal Covid 19 (2020/21) affosserebbe definitivamente il tessuto economico e sociale del nostro Paese.

 

Dipartimento Contrattazione UIL

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