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San Gregorio Armeno. Il culto del presepe

L’antica stradina di San Gregorio Armeno, risalente all’età greco-romana, si trova nel cuore di Napoli.

 

Questa via partenopea ospitava un tempio romano dedicato a Cerere, dea della terra e della fertilità, a cui i cittadini donavano statuette di terracotta come buon auspicio.

 

Intorno al X secolo, le reliquie di San Gregorio Illuminatore, patriarca di Armenia, vennero portate da alcune monache a Napoli, e conservate nella Chiesa sorta proprio sulla strada che prende il suo nome. La Chiesa del Santo in questione è conosciuta anche con il nome di Santa Patrizia.

 

Dunque, la tradizione delle statuette nacque con il culto della dea Cerere e di Santa Patrizia, e la produzione degli artigiani locali di opere in terracotta. Le botteghe erano riconosciute come tra le migliori di Napoli e, con la diffusione della rappresentazione della Natività dal XIII secolo dalle chiese alle famiglie aristocratiche, gli artisti partenopei furono incaricati di realizzare personali e artistiche scene religiose.

 

Nel Settecento si sviluppa il presepe napoletano così come lo conosciamo oggi e via San Gregorio Armeno diventa un simbolo della città.

 

Ora dalla prima settimana di novembre fino alla prima di gennaio, durante il periodo natalizio, è possibile trovare le più varie esposizioni di statuette, opere d’arte tradizionali e rappresentazioni contemporanee che caratterizzano la via.

 

Mentre una passeggiata durante il resto dell’anno consente di ammirare con calma i maestri artigiani al lavoro. Tra questi, le famiglie storiche Ferrigno, Di Virgilio e Capuano che continuano a mantenere viva la tradizione e l’arte presepiale, tra classicità e innovazione.

 

 

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