RSU | Elisabetta Pantusa, Inail Liguria: «La formazione deve essere continua e non è un costo, è un investimento»

Elisabetta Pantusa
Elisabetta Pantusa

Quali sono i maggiori problemi del suo ufficio?

Nella Direzione regionale Inail in cui lavoro, un problema importante consiste sicuramente nella gestione delle risorse umane, da due punti di vista.

In primo luogo, in termini di carenza come in tante amministrazioni pubbliche. Per quanto riguarda il mio ufficio segnalo che i nuovi ingressi provenienti dal concorso Ripam, non andranno a compensare le posizioni lasciate scoperte dai colleghi prossimi al pensionamento e lo squilibrio rimarrà significativo,

In secondo luogo, in termini di valorizzazione del personale: il lavoratore che non si sente riconosciuto in quelle che sono le proprie potenzialità e competenze non svolgerà il proprio ruolo con la giusta motivazione, disperdendo un valore che non permette alla Pubblica Amministrazione di adempiere ai propri compiti con efficacia ed efficienza.

Quali le proposte della Uilpa per superare tali difficoltà?

Sul fronte delle carenze di personale, un’attività importante che la Uilpa sente propria riguarda il monitoraggio delle reali esigenze dei servizi, così come ha fatto finora, valutando a fondo i carichi di lavoro, per riuscire a rappresentarli ai diversi livelli di competenza.

Sul fronte della valorizzazione delle risorse umane è importante la formazione continua che non deve essere percepita solo come costo, ma come investimento.

Inoltre una specificità all’interno dell’Inail è la presenza di diversi profili professionali e la Uilpa sta sostenendo un percorso che possa offrire garanzie all’autonomia dei professionisti sanitari e degli assistenti sociali. Per tali professioni vanno inoltre garantiti concorsi per dirigenti, secondo la legge 251 del 2000.

Perché i lavoratori del suo ufficio dovrebbero preferire le liste della Uilpa rispetto a quelle di altri sindacati?

Per vocazione professionale sono portata ad un atteggiamento di ascolto verso le persone e alla comprensione dei loro bisogni e vissuti. Ho percepito questa sensibilità dai colleghi della Uilpa ed è stata questa la motivazione che mi ha spinto ad avvicinarmi ad un ambito, quello sindacale, fino ad oggi a me sconosciuto, proprio perché l’ascolto è il primo passo per la comprensione dei bisogni dei lavoratori. Da questa esperienza mi aspetto di acquisire la conoscenza degli strumenti sindacali che possano consentire un lavoro mirato a dare una risposta a questi bisogni.

Come vede la prospettiva e il ruolo del sindacato nel complesso mondo del lavoro contemporaneo?

La domanda implica una conoscenza di contenuti e dinamiche che da neofita della materia non mi sento ad oggi di ritenere completamente acquisiti. Vedo però che un potenziale dell’azione sindacale sta nella soluzione delle problematiche legate ai mutamenti organizzativi in atto. Questi mutamenti, a un livello strategico macro, troveranno sicuramente riscontro nella prossima contrattazione integrativa. La Uilpa ha ben chiaro che all’interno dell’Istituto è necessaria la revisione del modello organizzativo.

A livello micro, ed è per questo che mi sono messa in gioco e a disposizione, il ruolo del sindacato deve mantenere un atteggiamento di ascolto per comprendere in che modo concretamente si possa dar voce e risposte ai colleghi che da anni sono a servizio dell’istituto.

30 marzo 2022

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