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Quando l’autoritarismo fa autogol. Il caso Difesa a Napoli

Nella lunga fase di difficoltà attraversata dalle amministrazioni pubbliche italiane l’ultima cosa di cui il sindacato sente il bisogno è avere a che fare con l’incontinenza di certi dirigenti, pochi per fortuna, ma inopportuni e capaci di guastare un intero ambiente di lavoro.

 

Verso uno di questi dirigenti si è trovata a dover agire in via giudiziaria la UILPA Napoli per ripristinare un corretto clima di relazioni sindacali nel Comando Zona dei Fari e dei Segnalamenti Marittimi di Napoli della Marina Militare.

 

Due i fatti contestati dal sindacato al responsabile della struttura:

 

1) aver designato in modo autoritario e senza adeguato confronto con le organizzazioni sindacali i Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza, scavalcando a piè pari le regole previste dagli accordi sindacali nazionali (che prevedono la designazione nell’ambito della RSU);

 

2) aver emanato un ulteriore atto autoritativo in materia di orario di lavoro e turni di reperibilità, in flagrante contrasto con le previsioni del CCNL Funzioni Centrali che ascrivono tali materie al sistema delle relazioni sindacali.

 

Il giudice del lavoro di Napoli, constatata l’evidenza inoppugnabile dei fatti e delle circostanze denunciate dalla UILPA, non poteva fare altro che applicare l’art. 28 dello Statuto dei Lavoratori e imputare all’amministrazione la condotta antisindacale, annullando i provvedimenti presi.

 

A questo punto ci sia permessa una breve considerazione: prima che la dirigenza assuma iniziative inopportune non sarebbe meglio riflettere sulle possibili conseguenze? Forse qualcuno alla Marina Militare di Napoli pensava che la UILPA si sarebbe spaventata del piglio autoritario e avrebbe fatto passare in cavalleria provvedimenti emanati con il chiaro intento di umiliare il ruolo dei sindacati. Si vede che non conoscono bene i nostri rappresentanti sul territorio.

 

Ora che l’amministrazione è stata costretta dal giudice a recedere dalle sue improvvide decisioni, viene da chiedersi quanto sia costata alla collettività questa inutile dimostrazione di forza e quanto abbia leso all’immagine del Ministero della Difesa. Il sindacato dei lavoratori è sempre pronto a stabilire con le controparti un dialogo costruttivo, franco e schietto quando occorre, ma sempre finalizzato a raggiungere soluzioni condivise che contemperino l’interesse del personale con l’efficienza e la qualità del servizio.

 

Confidiamo che il tradizionale buon senso della Marina Militare, Forza Armata, che tanto lustro ha dato e continua a dare al nostro Paese, si traduca in azioni tese a favorire un clima lavorativo sereno con l’adozione di buone prassi sindacali nei luoghi di lavoro. Auspichiamo fortemente che quest’ultimo proponimento trovi un’urgente quanto esaustiva azione da parte del Ministero della Difesa.

 

Sandro Colombi, Segretario generale UIL Pubblica Amministrazione

 

Roma, 6 giugno 2024

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