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"Le donne che hanno cambiato il mondo, non hanno mai avuto bisogno di mostrare nulla, se non la loro intelligenza" (Rita Levi Montalcini)
In occasione della Festa delle donne rendiamo omaggio a tutte le donne ed al valore del lavoro femminile.
Un tributo a tutte quelle donne che insieme, quando si parla di questione del lavoro al femminile, generano "il dato statistico" della partecipazione femminile al mercato del lavoro; le statistiche dimostrano che le donne hanno tutte le carte in regola – sono più preparate, studiano di più, si laureano prima e meglio dei colleghi maschi ma quando si entra nel mondo del lavoro preparazione, talento e determinazione non bastano più. Ancora oggi nel nostro paese il lavoro femminile non viene riconosciuto come risorsa importante che porta valore e rappresenta strumento di crescita economica per la società.
Quando si parla di diritti per le donne, l'Italia si ritrova tra le ultime posizioni guardando assai da lontano le altre democrazie occidentali.
Dall'analisi di alcuni dati del Global Gender Gap Report 2012 che fotografa il divario tra i sessi in 135 paesi, l'Italia è passata dal 72° al 74°posto, costretti ad inseguire persino il Ruanda e la Mongolia, dimostrando ancora una volta di essere un paese dove le "pari opportunità" rappresentano solo il nome di un ministero!


In un'inchiesta svolta dal settimanale Newsweek, basata su vari rapporti internazionali con l'obiettivo di trovare i paesi del mondo migliori e peggiori in cui essere una donna, sono stati aggregati in una classifica i risultati di numerosi studi. Gli autori hanno preso in considerazione una trentina di parametri che riguardano i diritti concessi alle donne nei vari stati: livello di educazione, denunce di abusi sessuali, percentuale di lavoratrici nei differenti settori, accesso ai ruoli dirigenziali e alle poltrone in politica. Sono stati utilizzati studi di organismi del calibro dell'Unesco, delle Nazioni Unite e dell'Organizzazione mondiale della sanità. Ebbene a seguito del punteggio assegnato ai vari paesi, anche qui l'Italia è risultata essere fanalino di coda, riuscendo a classificarsi dietro stati come il Turkmenistan e il Vietnam. Certo è difficile stupirsi conoscendo i pochi aiuti che, nel nostro paese, le donne ricevono se hanno intenzione di creare una famiglia e continuare a lavorare, tra asili nido mancanti e salari inferiori a quello dei colleghi uomini!
Nel campo della rappresentatività ai vertici del potere basta poi ricordare alcuni dati:
dal 1° gennaio 1948 quando è entrata in vigore la Costituzione repubblicana, in Italia si sono succeduti 11 Presidenti della Repubblica, 16 Legislature e 60 governi. Nonostante i numerosi cambiamenti politici, le donne non sono riuscite mai a ricoprire le più importanti cariche dello Stato.


Dopo 65 anni dalla sua nascita la Repubblica Italiana continua a vantare alcuni primati negativi:
solo 75 donne hanno ricoperto ruoli di governo;
29 ministre (la prima fu Tina Anselmi nel 1976, nominata Ministro del Lavoro e Previdenza sociale nel III Governo Andreotti);
2 ministre ad interim;
17 ministre senza portafoglio;
1 vice-ministra (Patrizia Sentinelli nel 2006, II governo Prodi);
114 sottosegretarie
2 Presidenti della Camera dei deputati: Nilde Iotti dal 1979 al 1992 e Irene Pivetti dal 1994 al 1996;
Unica senatrice di nomina presidenziale è stata il Premio Nobel Rita Levi Montalcini;


NON C'E' MAI STATA:
una Presidente del Senato
un Presidente del Consiglio;
una Presidente della Repubblica.
Se poi volgiamo lo sguardo all'Europarlamento i dati sono ancora più negativi, l'Italia è 24° su 27 nazioni per percentuale di eurodeputate.
Nonostante si rilevi una sensibile crescita di donne al governo e in Parlamento dobbiamo fare ancora molti passi in avanti per aumentare la presenza delle donne in ruoli di governo, sia nel pubblico che nel privato, per creare una vera e propria leadership femminile, così come è avvenuto in altri paesi, soprattutto del Nord Europa.


Dobbiamo tutti contribuire a costruire politiche a favore delle donne per combattere le discriminazioni e le disuguaglianze e per rendere finalmente l'Italia un paese per donne.....un paese migliore!

 

festa donna 2013