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LA FORZA DELLE DONNE NASCE DALLA SOLIDARIETA’ E………….

Oggi vogliamo rendere un tributo alle qualità delle donne senza parlare di “questione femminile” e lo facciamo citando alcuni passi del libro scritto dal Prof. Umberto Veronesi, “Dell’amore e del dolore delle donne”,  passi scritti non da una donna, ma da un uomo di scienza, dotato di sensibilità e intelligenza, che ha dedicato la sua vita alle donne, sapendole osservare e capire.

 

(…) “Mi sono accorto, provando quasi una sorta di invidia, che c’è qualcosa nella donna che la tiene ancorata saldamente alla vita e non le fa mai perdere il contatto con chi le sta accanto” 

“Se solo ci soffermassimo a riflettere con più attenzione, non sarebbe difficile individuare gli incredibili punti di forza femminili che potrebbero migliorare sensibilmente le sorti della società odierna. Io ci ho provato, e ne ho individuati almeno dieci. 

 

Il primo è di ordine biologico: alle donne è affidata la responsabilità della sopravvivenza della specie umana sul pianeta, attraverso la procreazione e l’accudimento della prole.Non dimentichiamo che i bambini sono esposti prima di tutto all’influenza materna, che ne determina prioritariamente l’educazione e la mentalità: il mondo dell’infanzia è un mondo femminile.

Il secondo unisce questa capacità procreativa con quella lavorativa: la sintesi di ruolo sociale e ruolo materno, pur non avendo trovato ancora una piena realizzazione, resta una fra le più importanti conquiste femminili recenti, dotata di un grande potenziale rivoluzionario.


Il terzo è la resistenza al dolore e alla fatica. Sono stato tante volte testimone dell’eccezionale capacità femminile di accettare e affrontare la malattia – e molte altre tragedie – fino a trasformarla in un pretesto per fare ordine nella propria vita, o persino in un’occasione di rinascita personale.

Il quarto punto è la motivazione che caratterizza il loro lavoro e l’attaccamento all’istituzione che rappresentano. Se una donna si impegna per un qualsiasi ente (azienda o istituto pubblico) o tanto più in una causa che sente propria, ne applica con costanza e intelligenza i principi.

A questo è indirettamente collegato il quinto punto, che è il senso della giustizia. Metà dei nostri magistrati è donna e molte si distinguono e si trovano alla ribalta delle cronache per la loro integrità e fermezza nel giudizio.

Del sesto punto ho già parlato più volte: è la tendenza all’armonia, che enfatizza il senso femminile per la disciplina, l’organizzazione e l’ordine.

Il settimo è la maggiore sensibilità artistica e culturale. Basta guardarsi intorno nella sala di un cinema, a teatro, a un incontro letterario, a un concerto, a una mostra di pittura, scultura o fotografia, per rendersi conto che la maggioranza del pubblico è composta da donne. Troverete invece pochissime donne allo stadio.

L’ottavo è la capacità intellettuale di ragionamento e concentrazione. Per secoli si è detto che la donna non era adatta alle attività scientifiche, ma è vero il contrario: più della metà dei miei ricercatori è di sesso femminile, e la loro produttività e il loro ingegno sono straordinari.


Il nono punto è che le donne, contrariamente a quanto si crede, sono più brave degli uomini a decidere nei momenti critici. Quando un matrimonio fallisce, ad esempio, in molti casi è la donna che prende in mano la situazione e fa il passo di chiedere il divorzio. Nel campo della salute la maggiore capacità decisionale della donna è innegabile. Se c’è da gestire una situazione complessa, per curare genitori anziani o figli, scegliere terapie e medici e organizzare l’assistenza, è sempre lei in prima linea.

Il decimo è che la donna è naturalmente meno aggressiva dell’uomo,  non ama la violenza ed è portata a cercare soluzioni diplomatiche. E l’assenza di conflitti è la condizione imprescindibile per il moderno progresso della civiltà.” (…)

A TUTTI COLORO CHE ANCORA NON COMPRENDONO….


(…)“Guardiamo le nostre madri, le nostre mogli, le colleghe, le nostre figlie, e vediamo così che il futuro è donna.”(…)


 

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