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“La notizia del decesso dei due dipendenti dell’Archivio di Stato di Arezzo ci ha lasciato sgomenti”.  Lo afferma in una nota il Segretario Generale della Uilpa Nicola Turco, aggiungendo che “sono anni che denunciamo l’inadeguatezza delle strutture pubbliche rispetto alle prescrizioni normative sulla salute e sulla  sicurezza nei luoghi di lavoro, rispetto al quale la risposta dei datori di lavoro pubblici è troppo spesso il silenzio”.
Prosegue Turco: “Manca un piano di investimenti non solo per rendere l’amministrazione pubblica più efficiente e funzionale nell’erogazione dei servizi al cittadino ma anche più adeguata per coloro che quotidianamente vi operano per assicurare alla collettività l’esercizio  dei diritti costituzionalmente garantiti”. 
“Ribadiamo anche all’attuale classe politica la necessità che siano assicurate le risorse necessarie per la sopravvivenza della macchina pubblica, risorse che devono garantire ai lavoratori pubblici anche la salute e la sicurezza ovvero che   l’espletamento delle proprie funzioni sia preservato da ogni rischio per la propria incolumità fisica”, rimarca il Segretario Generale della Uilpa, affermando amaramente che “non si può morire sul posto di lavoro, ogni responsabilità dovrà essere accertata e punita”.
“Purtroppo ciò non restituirà i due colleghi all’affetto dei propri cari – afferma il sindacalista - ma questo episodio deve costituire  un monito per tutte le istituzioni coinvolte: le prescrizioni dettate dal d. lgs. n. 81/2008 vanno rigorosamente rispettate e noi continueremo a vigilare ed a sanzionare i comportamenti omissivi”.
“Alle famiglie dei due colleghi esprimiamo il nostro più profondo dolore”.