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“Se davvero vogliamo costruire la macchina pubblica del futuro e parlare di riforme, staffetta generazionale, welfare aziendale e benessere organizzativo nonché meritocrazia e valorizzazione professionale il percorso obbligato per ridare al Paese servizi pubblici più efficienti è quello contrattuale”.  Lo dichiara in una nota il Segretario Generale della Uilpa, Nicola Turco, il quale aggiunge: “Ciò anche per abbattere il peso della burocrazia che in un sistema senza regole e controlli ha fortemente contribuito a depotenziare l’azione amministrativa facendo crescere il fenomeno della corruzione che - nel settore pubblico -  vede l’Italia al terzo posto dopo Grecia e Bulgaria nei Paesi della UE”.

“Dopo le considerazioni di recente espresse dalla stessa Commissione europea sulle manovre economiche adottate dai Paesi dell’area Euro, all’indomani dei pareri espressi dal Consiglio di Stato e dalle Commissioni Parlamentari sui decreti di riforma della P.A. - prosegue Turco -  anche in occasione della Conferenza dei Sindacati Europei (CES),  si è affermata la necessità di contrastare e abbattere i fenomeni di dumping sociale, di intervenire sulle politiche di genere e sul valore del lavoro pubblico ridando vigore e forza alle politiche contrattuali”.

Il Segretario generale della Uilpa evidenzia come “la misura economica degli 85 euro, che rappresenta l’inizio di una ripresa del potere di acquisto dei salari, dovrà avvenire anche attraverso una valorizzazione della contrattazione di secondo livello con l’integrazione dei vari fondi di Amministrazione/Ente, che potrà dispiegare i suoi effetti se accompagnata - nel rispetto dell’accordo dello scorso  30 novembre - ad una contrattazione tout court che limiti quanto più possibile il ricorso all’atto unilaterale e restituisca ai lavoratori il proprio ruolo nel confronto che investe le tematiche più rilevanti, come l’organizzazione del lavoro e tutti gli atti inerenti il rapporto di lavoro”.

Incalza Turco: “Serve ridare dignità al 99,9% dei dipendenti pubblici quotidianamente impegnati ad offrire un servizio pubblico di qualità nonostante gli otto anni di blocco contrattuale, i ripetuti ed illegittimi tagli lineari, il blocco del turn over, lo svilimento della contrattazione, sopraffatti ingiustamente dallo 0,1% di lavoratori infedeli che la UIL non solo ha prontamente chiesto di perseguire ma contro i quali ha scelto di costituirsi parte civile”.

“Non si può immaginare per il futuro che processi di riorganizzazione delle Amministrazioni avvengano – come in passato – in assoluto disprezzo della fase contrattuale e attuate attraverso un decisionismo unilaterale che ha prodotto numerosi danni e che non è in alcun modo degno di un Paese civile”. Conclude Turco: “E’ per questo che chiediamo con forza alla politica di non rinunciare a scegliere la strada del confronto”.

In allegato il comunicato stampa in pdf.