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 “A dispetto di quanto rappresentato e richiesto da varie sigle sindacali,  sulla riorganizzazione dell’INPS dilaga il monologo del Presidente”. Lo afferma, in una nota, il Segretario Generale della UILPA, Nicola Turco, aggiungendo: “Siamo certi che le decisioni assunte negli ultimi tempi -  in modo del tutto unilaterale - non siano destinate a produrre alcun giovamento alla funzionalità dell’Ente, anzi il contrario.”
Prosegue Turco: “Per la loro portata, le determinazioni recentemente assunte ben evidenziano l’idea di fondo di chi gestisce l’Istituto, e cioè che per rendere funzionale ed efficace la macchina previdenziale sia necessaria una vera rivoluzione rispetto al precedente assetto organizzativo. Si tratta, tuttavia, di una convinzione alquanto discutibile considerato che, a pedine invariate, l’unica cosa che sta cambiando è solo la posizione delle stesse nei posti strategici della scacchiera”.
“Non producono alcunché le esternazioni quotidiane circa la bontà delle scelte del Governo in materia previdenziale – incalza il Segretario Generale della Uilpa - mentre dietro la riorganizzazione dell’organigramma a propria immagine e somiglianza  si potenzia unicamente la logica  dell’uomo solo al comando”. 
 “Siamo seriamente preoccupati – chiosa il Segretario Generale della Uilpa – rispetto a come vengono gestite le vicende organizzative dell’Istituto. Si tratta di un modo inaccettabile sia nel merito sia nel metodo e, rispetto a tale situazione, auspichiamo che la politica non arrivi, come al solito, fuori tempo massimo.   Riteniamo, infatti, che proprio quella politica - che da tempo sostiene la necessità di individuare una nuova forma di governance in grado di bilanciare l’attuale eccesso di individualismo - sia in dovere di intervenire tempestivamente onde evitare danni irreversibili”. 
Conclude Turco: “Noi, dal nostro canto, faremo tutto il possibile per contrastare questa deriva di decisionismo e porremo in essere ogni azione che si renderà necessaria per ripristinare funzionalità e trasparenza ed assicurare il rispetto della correttezza dell’azione amministrativa ma – soprattutto - affinché l’Ente possa ritornare ad essere gestito sul presupposto di base che si tratta di un patrimonio di tutti e non della proprietà privata di qualcuno. Ci si dimentica forse che il più grande Istituto previdenziale d’Europa si tiene proprio con i soldi dei lavoratori?”