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Il Segretario nazionale UILPA Federico Trastulli intervistato dalle giornaliste Laura Pasotti e Benedetta Aledda per il quotidiano "Domani". L'articolo è intitolato: "Lo stato ha creato nei musei un esercito di superprecari".

Sin dagli anni Novanta lo stato sembra aver disinvestito sul settore culturale, senza riconoscere alcune nuove figure professionali e contribuendo a creare lavoro povero, sottoretribuito e dequalificato.

La politica ha permesso ai privati di lucrare sui beni culturali e ha impoverito i lavoratori con bandi al massimo ribasso, contratti fantasiosi e stipendi bassi.

Tutto è iniziato con la legge Ronchey del 1993 ed è stato ampliato nel 2004 con il Codice Urbani. Bookshop, guardaroba, caffetteria, pulizie, vigilanza. Ogni servizio può essere dato in appalto.

Il segretario nazionale della Uil pubblica amministrazione Federico Trastulli spiega che «negli ultimi vent’anni è diminuito per legge l’organico, da 27mila a 19mila persone, e la mancata pianificazione delle assunzioni non ha garantito il turnover a fronte di pensionamenti di massa». Oggi sono 11.241 i dipendenti pubblici, tra commessi, esecutivi (compresi i custodi) e funzionari che operano in musei statali, archivi, biblioteche, aree archeologiche, complessi monumentali. «In tanti musei, archivi e biblioteche, se non ci fosse il personale esternalizzato o quello di Ales, la società in house del ministero, non potremmo aprire», chiarisce Trastulli, aggiungendo che in alcuni musei autonomi (creati con la riforma Franceschini del 2014, oggi sono 40) gli addetti esterni sono prevalenti rispetto al personale di ruolo.

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