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“Nelle more dell’inizio delle trattative per il rinnovo dei contratti del Pubblico Impiego, circolano delle ipotesi che sono al di fuori di ogni logica e,  come tali, irricevibili. Dal paginone concesso oggi dal quotidiano romano “Il Messaggero” al Ministro della P.A.,  Marianna Madia, apprendiamo, infatti,  alcune presunte, surreali  indicazioni che la medesima intenderebbe impartire con una propria direttiva all’Aran, cui spetta il ruolo di controparte datoriale al tavolo negoziale con le Organizzazioni sindacali.  Lo afferma in una nota  il Segretario generale della UILPA Nicola Turco commentando: “Il Governo, che risulta ancora inadempiente rispetto alla sentenza della Corte Costituzionale sul blocco della contrattazione dello scorso anno, ora tenta anche di sottrarsi alla concreta ottemperanza della stessa arrivando addirittura a concepire un rinnovo parziale del contratto attraverso l’ipotesi di limitare gli aumenti solo ad una parte della platea di dipendenti pubblici, emulando di fatto la farsa degli 80 euro”.
 
“Uno strano Paese, il nostro, in cui si profilano due visioni, entrambe estremamente preoccupanti: o chi governa non conosce affatto il contenuto della Carta Costituzionale oppure lo stesso soggetto pensa di poterne ignorare dettami e principi, collocandosi su un livello superiore che travalica pericolosamente il concetto di democrazia costituzionale”. Prosegue Turco: “Premesso che mai accetteremmo una proposta come quella che sembrerebbe aver ipotizzato il Ministro Madia,  evidenziamo come la stessa si ponga in evidente contrasto con i principi costituzionali, contenuti in primis negli artt. 1 e 36”.
 
“Se dopo sette anni di fermo retributivo e dopo una Sentenza della Corte Costituzionale – continua il Segretario Generale della Uilpa –  qualcuno ritiene di potersi sottrarre ancora alle responsabilità connesse al suo ruolo istituzionale non pensi di poter trovare un accordo con noi. La Uilpa non consentirà che possa reiterarsi una distinzione dei lavoratori tra serie A e Serie B, e non solo in sede di rinnovo dei contratti ma anche per quanto concerne il salario accessorio, per la cui erogazione il Governo reputa di utilizzare i canoni della riforma Brunetta, i cui presupposti sono palesemente in contrasto con i principi costituzionali laddove risultano rigidamente predeterminati i contingenti numerici entro i quali classificare i lavoratori a seguito dei processi di valutazione della perfomance. E proprio in ordine a tali processi, noi ribadiamo di essere favorevoli all’introduzione di un sistema di valutazione meritocratico, i cui meccanismi e criteri – oggettivi e trasparenti – devono tuttavia costituire l’oggetto di un apposito accordo quadro, con il pieno coinvolgimento delle Organizzazioni Sindacali, così come già è avvenuto per la definizione dei comparti.
 
Incalza Turco: “E’ lecito chiedersi quale sia la discontinuità rispetto al passato di un Governo che da una parte si riempie la bocca della parola “cambiamento”  mentre dall’altra avalla le inique norme partorite da un Governo di centro destra!  L’idea di fare proprie norme contestate nel passato dallo stesso Partito Democratico costituisce la chiara dimostrazione che non esiste più distinzione tra centro sinistra e centro destra, le politiche sono le stesse: scellerate, prive di equità e giustizia sociale, incuranti delle necessità del mondo del lavoro, pubblico e privato, delle esigenze dei cittadini ed, in particolare, delle fasce deboli della popolazione”.
 
“Noi non ci faremo condizionare da alcun ricatto e non avalleremo alcuna scelta che non sia in grado di soddisfare i lavoratori che rappresentiamo”. Turco ricorda anche che “Seppure la sentenza della Corte Costituzionale abbia cancellato il passato, è dalla data di emanazione della stessa che decorre  il diritto alla contrattazione, quindi gli arretrati dovranno essere corrisposti  a partire dall’anno 2015. Il ventilato proposito del Governo di ripartire dal 2016 è fuori da ogni logica”.
 
“Il Governo sappia”, conclude Turco,  “che noi siederemo ai tavoli per il rinnovo del contratto e non consentiremo a nessuno di giocare al ribasso su una partita così delicata. E non si insista con la favoletta della mancanza di risorse, le risorse ci sono! Basta recuperarle dalla spesa improduttiva, dagli sprechi, dagli sperperi e dai privilegi mai cessati!”