“Esplosione dei dividendi distribuiti agli azionisti: oltre il 72% in più in Italia, oltre il 28% in più in Europa. I salari restano al palo e l’inflazione sfiora le due cifre”.

In Europa, l’incremento percentuale dei dividendi distribuiti dalle imprese agli azionisti è stato 7 volte superiore a quello atteso per i salari; mentre in Italia è stato superiore di oltre 20 volte.

E’ quanto si deduce dall’analisi combinata dell’indice mondiale dei dividendi, recentemente pubblicato dalla Janus Henderson, e dal conseguente studio della Ces, il Sindacato europeo.

Dalla lettura di quei dati si può constatare, infatti, che nel secondo trimestre del 2022 l’aumento dei dividendi distribuiti, in Europa, è stato pari al 28,7%. L’incremento dei salari alla fine del 2022 dovrebbe essere, invece, pari al 3,8%.

Se si considera, poi, il nostro Paese, la differenza è abissale. Sempre con riferimento al secondo trimestre, 2022, i dividendi distribuiti agli azionisti sono aumenti del 72,2%. E poiché, l’aumento salariale atteso alla fine dell’anno è solo del 3,7%, ciò vuol dire che il ritmo di crescita dei dividendi distribuiti in Italia è di ben 20 volte superiore a quello fatto registrare dai salari.

Non solo; nel recente bollettino della BCE viene sottolineato che gli esorbitanti extraprofitti maturati da aziende e multinazionali sono tra le cause principali dell’aumento dell’inflazione, che nel nostro Paese sfiora le due cifre.

L’incremento degli extraprofitti, dunque, genera anche crescita dei prezzi, alimentando ulteriormente diseguaglianza e povertà, in un contesto in cui una quota sempre maggiore dei dividendi viene distribuita anziché essere reinvestita.

Quando più di un anno fa, in splendida solitudine, la Uil ha iniziato a chiedere la tassazione degli extraprofitti, qualcuno ci ha insultato. Oggi, è evidente a tutti che è questo uno dei principali strumenti per arginare la deriva economica e i danni sociali che siamo costretti a subire. Bisogna agire subito e con assoluta determinazione.