ROMA – Per ridefinire il proprio progetto di vita dopo un evento imprevisto e drammatico, come l’infortunio grave sul lavoro, è necessario un intervento tempestivo e personalizzato, con un supporto psicologico che possa tradursi, a partire dall’ascolto dei bisogni dell’infortunato e dei suoi familiari, in percorsi e in progetti di reinserimento. Le misure previste dall’Inail per il sostegno psicologico degli assistiti e delle loro famiglie e gli interventi già realizzati sul territorio, sono stati al centro del seminario “Accanto a te”, organizzato dal Contact center SuperAbile, che si è svolto il 19 luglio presso l’auditorium della Direzione generale dell’Istituto. All’evento hanno partecipato il presidente dell’Inail, Franco Bettoni, il presidente del Consiglio di indirizzo e vigilanza (Civ), Guglielmo Loy, e il direttore generale, Andrea Tardiola.

OASI: “Osservo, ascolto, sostengo, intervengo”, il supporto psicologico offerto dall’Inail. Ad illustrare le esperienze delle strutture territoriali, incentrate sull’importanza dell’ascolto e del dialogo costanti garantiti da psicologi e assistenti sociali, sono intervenuti, dopo l’introduzione del direttore centrale prestazioni socio-sanitarie, Antonella Onofri, i direttori regionali di Emilia Romagna, Veneto, Toscana e Puglia, Fabiola Ficola, Enza Scarpa, Anna Maria Pollichieni e Giuseppe Gigante, seguiti dai funzionari amministrativi e socio educativi delle rispettive Direzioni. Il seminario, moderato da Pamela Maddaloni, della Direzione centrale prestazioni socio-sanitarie, e da Antonella Patete, coordinatrice del magazine SuperAbile, si è concluso con l’intervento di Angelo Fioritti, psichiatra e presidente del collegio nazionale dei dipartimenti di salute mentale, che ha illustrato alcune esperienze di supporto all’impiego in Italia e in altri Paesi.

Bettoni: “Sempre crescente l’attenzione dell’Istituto su questi temi”. Dopo aver espresso il suo apprezzamento per il lavoro delle assistenti sociali, il presidente Bettoni ha ricordato il recente aggiornamento del Regolamento per l’erogazione degli interventi per il recupero funzionale della persona, l’autonomia e il reinserimento nella vita di relazione, “un ulteriore passo avanti nel percorso intrapreso per realizzare un modello sempre più evoluto ed efficace di presa in carico dei lavoratori infortunati”. “La nuova impostazione del Regolamento – ha spiegato – individua le diverse tipologie di interventi in una logica unitaria e coordinata, al fine di ottimizzare sia il recupero funzionale del lavoratore, sia il pieno reinserimento nella vita familiare e sociale. In questo modo – ha sottolineato – si conferma la sempre più crescente attenzione dell’Inail verso l’importanza del sostegno psicologico, attraverso diverse modalità, sulla base delle specifiche esigenze”.

Loy: “È importante che si allarghi questo fronte di aiuto, di sostegno e di assistenza”. Il presidente del Civ, Guglielmo Loy, ha ribadito la centralità delle azioni poste in essere dall’Inail per il sostegno delle persone colpite da infortuni gravi. “Gli effetti del trauma non si limitano all’aspetto strettamente fisico e sanitario – ha evidenziato – ma possono avere ripercussioni molto più profonde durante il percorso di vita lavorativa, e non solo, delle persone. È doveroso affrontare queste criticità tenendo conto delle novità che la società esprime, come il bisogno di cura e di una presa in carico delle donne e degli uomini più sfortunati da parte delle istituzioni in generale e dell’Istituto in particolare. È importante – ha aggiunto – che si allarghi questo fronte di aiuto, di sostegno di assistenza, per una presa in carico innovativa e moderna anche di coloro che vivono insieme alle persone colpite da infortunio”.

Tardiola: “Dobbiamo esportare queste esperienze in tutto il Paese”. A concludere i lavori è stato il direttore generale, Andrea Tardiola. “Mi sembra che la discussione odierna dia un’indicazione importante sulle possibilità di estendere questa policy dell’Istituto”, ha spiegato. “Ad emergere, oggi, sono state le differenze tra esperienze territoriali importanti che dobbiamo riconoscere, accompagnare, e saper utilizzare in tutto il territorio nazionale. Inoltre – ha aggiunto – è necessario capire quali possono essere le leve della Direzione generale a supporto di queste esperienze, per rinforzarle ed esportarle in altre realtà”. Tra gli altri temi toccati, Tardiola si è soffermato anche sulla differenziazione dell’offerta, puntando su un approccio diversificato in relazione alla gravità dell’incidente, con una logica di stratificazione crescente degli interventi.