Roma, 21 luglio 2022 – I dati che ieri ha diffuso la direzione per gli Affari economici della Commissione europea non fanno altro che gettare benzina sul fuoco. Precipita ancora la fiducia dei consumatori arrivata a nuovi minimi storici e sotto i livelli raggiunti all’inizio della crisi del Covid a luglio. L’indicatore è sceso di 3,2 punti nell’area euro a -27 e di 3 punti nell’Ue a -27,3. A ciò si aggiunge la situazione che ha gettato l’Italia, da ieri, nella più totale incertezza per il futuro.

E quello che si pensava potesse rappresentare un fenomeno momentaneo – dichiara Roberto Tascini – presidente dell’Adoc – è oramai una vera e propria emergenza sociale: i prezzi aumentano e con essi anche le speculazioni e le famiglie oramai sono costrette a rinunciare anche al necessario. I consumatori sono scesi in piazza lo scorso 10 giugno presentando una propria piattaforma di interventi strutturali a favore delle famiglie e per contrastare in modo serio ed efficace le manovre speculative.

Se crollano i consumi delle famiglie crolla l’economia del nostro Paese. Lo dicono i dati Istat sulla composizione del Pil italiano che per il 57,3% è generato dagli acquisti effettuati dai privati. In autunno, se non prima, rischiamo di avere un’inflazione sopra il 10%; e l’inflazione è la tassa più ingiusta ed iniqua perché colpisce i risparmi, le retribuzioni e le pensioni.

L’auspicio – conclude Tascini – è che ci sia, da parte di politici ed istituzioni, un alto senso di responsabilità e una maggiore serietà verso il Paese che superino le barriere degli schieramenti e dei colori e si cerchi di restituire certezze e serenità alle famiglie, ai cittadini, ai consumatori. Ora non si scherza più.

 

In allegato i dati diffusi dalla direzione per gli Affari economici della Commissione europea