Molti lavoratori sul sito si sono mostrati interessati, lasciandoci il loro commento, sull’ipotesi di pensione anticipata circolata nei giorni scorsi, stiamo parlando di una quota 100 maggiormente flessibile. L’attenzione al riguardo è stata posta dalla Fondazione Consulenti del Lavoro che ha ipotizzato, attraverso stime e studi, quale impatto positivo potrebbe avere una misura di questo tipo che ricomprenderebbe anche quanti sono rimasti esclusi dalla quota 100.

Diversi non hanno gradito però l’ipotesi di fissare comunque dei paletti, sebbene in range sarebbe comunque decisamente più ampio rispetto alla precedente quota 100, si parla infatti di un limite anagrafico dai 61 anni ed un limite contributivo di 34 anni. Il problema resterebbe per i precoci che sarebbero nuovamente tagliati fuori non per gli anni contributivi ma per l’età anagrafica, essendo loro giovani.

Di questa nuova ipotesi e dei suoi limiti ha parlato al giornale online Pensioni per tutti Domenico Proietti, segretario confederale della Uil.

In questi ultimi giorni è circolata l’ipotesi di una quota 100/102 flessibile cosa ne pensa al riguardo, come Uil condividete l’idea di lasciare al lavoratore facoltà di ritirarsi raggiunta come somma la quota 100? Anche se nell’idea originaria della Fondazione Consulenti del Lavoro le combinazioni sarebbero nel range che parte da un minimo di 61 anni o 34 anni di contributi.

Domenico Proietti: “L’ipotesi circolata in questi giorni di realizzare una vera “Quota 100” o “102” da una parte pone l’attenzione su quanto da subito dichiarato dalla UIL, ovvero che il meccanismo varato nel 2019 più che una quota rappresentava un “ambo secco” prevedendo paletti anagrafici e contributivi rigidi. Il meccanismo delle quote per sua natura, invece, prevede una certa flessibilità nel raggiungere la cifra stabilità con la somma tra anzianità contributiva e anagrafica. Un’ipotesi, quindi, che si muove nella giusta direzione, ma che è ancora distante da quello che sarebbe necessario fare per rendere pienamente equo ed efficiente il sistema previdenziale“.

Nello specifico cosa sarebbe necessario fare per rendere pienamente equo ed efficiente il sistema previdenziale come lo ha in mente la Uil?

Domenico Proietti: “In particolare, prevedere l’accesso alla pensione con una contribuzione troppo elevata penalizza i lavoratori e le lavoratrici che hanno avuto carriere precarie e discontinue o chi ha perso il lavoro negli anni prossimi alla pensione, ovvero, proprio coloro che hanno più bisogno di tutela. Per la UIL il raggiungimento di una piena flessibilità di accesso alla pensione passa attraverso l’introduzione di ed il perfezionamento di più misure“.

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