ANZICHE' MODIFICARE LE (TANTE) COSE CHE NON FUNZIONANO E CHE RISCHIANO DI PARALIZZARE L'ATTIVITA' DELLE AMMINISTRAZIONI, SI TENTA DI VANIFICARE LE PRONUNCE DEI GIUDICI DEL LAVORO

All’ordine del giorno della riunione del Consiglio dei Ministri di questa mattina è indicata la presentazione di uno schema di decreto legislativo che introduce modifiche all’art 65 del decreto legislativo 150/2009, concernente l’adeguamento dei contratti collettivi integrativi alle nuove disposizioni sulle materie riservate in esclusiva alla legge e sulla selettività delle quote di salario legate all’incentivazione della produttività individuale e collettiva.

Attraverso l’interpretazione autentica delle norme, l’obiettivo è quello di vanificare le recenti pronunce giudiziarie di condanna del comportamento antisindacale di alcune amministrazioni che avevano di fatto disdettato i contratti integrativi ancora vigenti, anche in presenza del blocco totale della contrattazione nazionale disposto nella manovra economica varata dal governo stesso nell’estate del 2010.

Pubblicheremo il testo del provvedimento non appena  verrà reso ufficialmente noto.

Per il momento, possiamo solo registrare con amarezza che ancora una volta il ministro della Funzione Pubblica, ignorando gli obblighi di confronto con le rappresentanze dei lavoratori, ha ritenuto di dover agire autonomamente su questioni estremamente importanti e delicate, i cui riflessi incidono direttamente non solo sulla qualità delle relazioni sindacali all’interno delle amministrazioni pubbliche, ma anche – se non soprattutto – sulla qualità dell’organizzazione del lavoro, sul livello di produttività e di efficienza dei servizi e sul rapporto di lavoro dei dipendenti pubblici.

La modifica o l’annullamento delle clausole contrattuali “difformi” rispetto ai dettati del decreto 150  non può avvenire prima che sia definito in sede negoziale il quadro giuridico di cornice, che solo il CCNL può disegnare. In mancanza di questo passaggio qualsiasi intervento legislativo entra in palese ed improprio contrasto con la natura privatistica del rapporto di lavoro ancora prevista nel  Dlgs 165/2001, nonostante le recenti modifiche.

Anche noi siamo convinti della necessità di modificare profondamente la riforma varata l'anno scorso sui molteplici aspetti di criticità più volte segnalati, riguardanti il sistema di valutazione e premiale e la parte relativa alle prerogative della contrattazione. Aspetti sui quali  tra l'altro in molte amministrazioni ci si interroga sulla loro concreta possibilità di attuazione.

Questo è ciò che noi rivendichiamo. Questo è ciò per cui la UIL Pubblica Amministrazione intende battersi in ogni sede e ad ogni livello nelle amministrazioni.

brunetta