Quali sono i maggiori problemi del suo ufficio?

I problemi maggiori della nostra sede riguardano il ruolo della stessa nell’ambito dell’assetto macro-organizzativo dell’Agenzia. Dal momento dell’accorpamento delle regioni Emilia-Romagna e Marche, nel 2011, questa sede regionale è stata sistematicamente e lentamente privata del ruolo propulsivo e delle prerogative che rivestiva precedentemente negli assetti organizzativi regionali: è attualmente priva di dirigenti e il personale in organico è stato depauperato di circa il 40 per cento, perdendo significative professionalità.

Mancando fisicamente la presenza di una dirigenza sul posto è assolutamente carente l’interlocuzione tra l’Ufficio (privo di rappresentanza), gli interlocutori istituzionali (Guardia di Finanza, altre Agenzie Fiscali, Autorità portuale, Avvocatura di Stato, Procura della Repubblica, Corte dei Conti, etc.) e gli altri portatori di interesse, con conseguente perdita di prestigio e di posizione all’interno del sistema di relazioni.

Quali le proposte della UIL-PA per superare tali difficoltà?

Le proposte della Uilpa sono chiare. Primo, riportare la sede di Ancona come unica sede di una Direzione Territoriale autonoma della regione Marche. Secondo, in via subordinata, stabilire ad Ancona la sede principale di una Direzione interregionale che accorpi altre realtà territoriali vicine ma affini per traffici, scambi e/o partner commerciali. Ad esempio, una macroregione Marche-Abruzzo-Umbria, ovvero Marche-Abruzzo-Molise.

In entrambi i casi dotare, comunque, la sede di Ancona di uno o più dirigenti relativamente ai ruoli di impulso e coordinamento per attività strategiche per l’Agenzia - antifrode in materia doganale, giochi in materia di monopoli. Sviluppare, in sintonia con l’auspicabile ritrovata centralità della sede di Ancona, collaborazioni e iniziative congiunte con gli interlocutori istituzionali e gli altri portatori di interessi, recuperando il terreno perso nell’ultimo decennio in termini di immagine e ruolo sul territorio.

Perché i lavoratori del suo ufficio dovrebbero preferire le liste della Uilpa rispetto a quelle di altri sindacati?

Perché le proposte della Uilpa si segnalano per innovazione e per la vicinanza a tematiche care ai lavoratori come, ad esempio, una migliore qualità professionale che si traduca in migliori aspettative di vita e carriera sui luoghi di lavoro. Inoltre, perché abbiamo una grande aderenza al contesto territoriale. Infine per la sinergia con il rinnovato ruolo della regione del panorama della ripresa produttiva nazionale.

Vorrei poi sottolineare che i candidati della Uilpa si caratterizzano per la loro pregressa esperienza sul campo, per un profilo di indiscussa professionalità, per la vicinanza con i colleghi di lavoro in termini di apertura al dialogo e disponibilità ad accogliere e farsi portavoce delle diverse istanze dei lavoratori, iscritti e non, senza false promesse e/o slogan propagandistici.

Come vede la prospettiva e il ruolo del sindacato nel complesso mondo del lavoro contemporaneo?

Il mondo del lavoro ha subito e sta subendo una trasformazione sempre più veloce e il sindacato è al passo coi tempi. Esempio concreto è la regolazione dello Smart working e del telelavoro con l’ultimo contratto collettivo nazionale.

Queste formule ed esperienze - che in altri paesi con una Pubblica Amministrazione più avanzata della nostra sono realtà da parecchi anni - sono state imposte dall’emergenza pandemica. Considerato il parco tecnologico e di conoscenze di partenza i lavoratori pubblici hanno saputo fornire, oltre le più rosee aspettative, risposte rapide ed efficienti ai cittadini, consentendo al Paese di non fermarsi. In questo il sindacato e la Uilpa hanno svolto un ruolo fondamentale e potranno svolgerlo ancora di più in futuro.

23 marzo 2022

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