Quali sono i maggiori problemi del suo ufficio?

Lavoro dal 2010 per il Ministero dell’Istruzione, che gestisce un servizio pubblico essenziale, e nel corso di questi anni ho riscontrato una crescita esponenziale della carenza di organico che interessa maggiormente le articolazioni periferiche di questo dicastero, dovuta ai numerosi pensionamenti e al mancato turn over degli ultimi decenni.

Il sottorganico, comune a tutte le pubbliche amministrazioni, ha ormai condotto gli Uffici scolastici regionali e provinciali al punto di non consentire più l’espletamento delle necessarie e propedeutiche attività di avvio dell’anno scolastico, con la ulteriore conseguenza di non riuscire a raggiungere tutti gli obiettivi, quest’ultimi connessi pure alla valutazione delle performance organizzative ed individuali.

Finora quello che è stato garantito è merito degli sforzi e dell’abnegazione del personale in servizio, che svolge ore di lavoro straordinario, procrastinando sine die le ferie in godimento e mettendo a dura prova il proprio stato di salute psico-fisico. L’attuale stato di emergenza pandemica ha poi reso tutto più complicato, soprattutto a livello organizzativo.

Quali le proposte della Uilpa per superare tali difficoltà?

La Uilpa, sempre aperta al confronto con i lavoratori e la dirigenza e molto presente sia sul territorio che a livello nazionale, si propone di ridare dignità e vigore alle articolazioni periferiche del Ministero dell’Istruzione. Non dimentichiamoci che, in generale, un buon risultato è già stato realizzato con la sottoscrizione della preintesa del CCNL Funzioni Centrali, ora al vaglio della Corte dei Conti, a cui il nostro sindacato ha partecipato fornendo un prezioso contributo.

La Uilpa punta a un incremento di nuove procedure d’assunzione, da organizzarsi a livello regionale, poiché finora quelle espletate non hanno purtroppo prodotto benefici apprezzabili, soprattutto in Veneto, che risulta essere una delle regioni storicamente meno appetibili. Una procedura regionalizzata eviterebbe cioè una sperequazione di risorse umane tra gli Uffici Scolastici Regionali.

In questo modo la Uilpa mira a garantire il buon andamento dell’amministrazione, così come costituzionalmente deve essere, cercando di mantenere saldo il legame di appartenenza dei lavoratori ad essa.

Perché i lavoratori del suo ufficio dovrebbero preferire le liste della Uilpa rispetto a quelle di altri sindacati?

Perché è il sindacato dei cittadini e, aggiungerei, per i cittadini. Ciò che contraddistingue i nostri candidati RSU è la disponibilità, la presenza e l’affidabilità. Partendo proprio da una esperienza personale, ho compreso quanto sia importante per il dipendente poter contare, in ambito lavorativo, su un confronto costruttivo, di dialogo e di persone che sanno ascoltare ed intervenire, nel rispetto della normativa e del CCNL vigenti. Ed è proprio quello che mi sento di poter garantire, come candidata RSU, a tutti i miei colleghi, iscritti e non.

Come vede la prospettiva e il ruolo del sindacato nel complesso mondo del lavoro contemporaneo?

Il mondo del lavoro è in continuo mutamento e a questo ha senz’altro contribuito la situazione pandemica che ha innovato, per non dire stravolto, la modalità di lavorare e di comunicazione tra le parti. Pensiamo al lavoro agile, alle riunioni in videoconferenza, ai contenuti del nuovo CCNL.

Credo che quel famoso slogan “Rinnoviamo la PA” abbia avuto la spinta per iniziare il suo percorso di riforma, facendo sì che l’Amministrazione ne potesse uscire rafforzata. Si parla di resilienza. Il percorso è lungo e non sempre agevole, ed è qui che il sindacato gioca un ruolo fondamentale, ovvero quello di comprendere ed adeguarsi alle nuove realtà, rappresentando, mediante un dialogo costruttivo con le varie componenti sociali ed economiche, gli interessi di tutte le categorie di lavoratori, che hanno in comune la tutela dei propri diritti, la promozione dei livelli di vita e la sicurezza sui luoghi di lavoro. In sintesi, l’impegno del sindacato è dare valore al lavoro.

 

18 marzo 2022

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