Quali sono i maggiori problemi del suo ufficio?

Sono in questa amministrazione dal lontano 1993 ed in questi trent’anni ho assistito al lento impoverimento delle unità in servizio, senza che ci siano stati rimpiazzi tali da poter assicurare il corretto svolgimento delle attività degli uffici di giustizia, mentre i servizi si moltiplicavano.

Nel mio ufficio, come in tutti gli altri uffici d’Italia, ci si è affidati sulla buona volontà dei pochi rimasti per far fronte alle varie esigenze, pandemia compresa, che quotidianamente ci si trova ad affrontare. Credo che con un incremento di professionalità, mediante corsi riqualificanti, delle unità in servizio, si possa iniziare a parlare in maniera reale di lavoro adeguato ai tempi.

Quali le proposte della Uilpa per superare le difficoltà?

Sono molte e a tutto campo. Accenno alle principali.

Noi appartenenti alla Uilpa chiediamo con forza che i lavoratori possano svolgere le loro quotidiane funzioni in ambienti lavorativi degni di questo nome, ambienti a norma, sicuri. Chiediamo che per il personale ausiliario, “sacrificato” e “sfruttato” per anni, in tutti gli uffici, si possano aprire possibilità di essere valorizzato.

Chiediamo che il personale tutto abbia la possibilità diversificare le proprie competenze professionali.

Chiediamo che si possa realmente realizzare il tanto decantato “processo di digitalizzazione”. Chiediamo che la precarietà non entri negli uffici della Giustizia, che si pongano immediatamente delle soluzioni per quelle già esistenti facendo transitare i contratti a tempo indeterminato.

Perché i lavoratori del suo ufficio dovrebbero preferire le liste della Uilpa rispetto a quelle di altri sindacati?

La Uilpa si batte da anni con coerenza mettendo al centro sempre lavoratrici e lavoratori senza guardare la loro appartenenza politica e sindacale. Le nostre liste sono composte da donne e uomini che mettono in primo piano sempre l’impegno verso tutti.

Come vede la prospettiva e il ruolo del sindacato nel complesso mondo del lavoro contemporaneo?

Il sindacato deve riappropriarsi del ruolo affidatogli dalla storia, deve ritrovare forza e potere che negli anni, a causa di politici incapaci, gli è stato sottratto, perché solo con un sindacato forte e coeso si possono combattere i continui soprusi che quotidianamente i lavoratori devono subire dai loro datori di lavoro. Il lavoratore non è merce da usare a piacimento, ma un collaboratore in grado di arricchire il patrimonio delle amministrazioni e delle aziende.

 

18 marzo 2022

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