Quali sono i maggiori problemi del suo ufficio?

La carenza di personale, questa è la prima risposta più semplice ed ovvia.

Nel mio Ente, specialmente in Lombardia, la carenza di personale è diventata insostenibile. Sono anni che non arriva nuovo personale. In analogia con altri uffici della Pubblica amministrazione, i colleghi che vanno in pensione non sanno a chi trasmettere il patrimonio culturale acquisito in anni di esperienza.

Il mio Ente negli ultimi due anni, si è reso protagonista di uno sforzo enorme, per le richieste di infortunio legate alla pandemia. Per informazione:” le infezioni da Covid contratte durante l’attività lavorativa, sono valutate dall’Inail”, e quando riconducibili all’attività lavorativa vengono erogate delle rendite ai superstiti, famigliari, e purtroppo in questi due anni sono state tantissime.

In questo periodo si è lavorato con ritmi molto sostenuti, compresi i fine settimana e fino a tarda sera per poter rispondere all’utenza sempre più sofferente e bisognosa.

Quali le proposte della Uilpa per superare tali difficoltà?

Assumere nuovo personale! Non solo laureati ma anche diplomati, formarli all’utilizzo delle nuove procedure per metterli nelle condizioni di poter subito lavorare serenamente. Ridistribuire il carico di lavoro divenuto insostenibile anche per quanto riguarda la programmazione degli “obbiettivi” di Ente sempre più pressanti. Solo pochi giorni fa ho appreso che in Lombardia saranno assunti 70 nuovi colleghi, divisi in 24 sedi territoriali: sono pochissimi! Così il problema della carenza di personale non si risolve, si tampona e basta. E intanto sempre più colleghi vanno in pensione.

Perché i lavoratori del suo ufficio dovrebbero preferire le liste della Uilpa rispetto a quelle di altri sindacati?

Perché noi della Uilpa facciamo fatti non parole; perché la Uilpa è capace di rinnovarsi e stare al passo con i tempi, perché la Uilpa è un sindacato che aiuta le persone, i lavoratori, a prescindere dal colore della casacca, non a caso ci definiamo il sindacato dei cittadini.

I fatti ci danno ragione, le nostre Rsu sono in carica anche da più mandati, vuol dire che i colleghi scelgono e non cambiano perché convinti delle scelte fatte.

Come vede la prospettiva e il ruolo del sindacato nel complesso mondo del lavoro contemporaneo?

Credo che la realtà del mondo del lavoro oggi sia in itinere, cioè cambia continuamente. I lavoratori hanno bisogno di aver qualcuno su cui contare anche soltanto per semplici consigli, per mediare con l’azienda o semplicemente per richiedere informazioni.

Con l’entrata delle nuove risorse, c’è bisogno di punti fermi e di aiuti a tutti i livelli e si deve stare attenti, affinché i diritti conquistati non siano sottratti ma estesi a chi non li ha, questo è il nostro modo di operare.

17 marzo 2022

 

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