In merito alla pubblicazione delle graduatorie delle Progressioni economiche innanzitutto ringraziamo i tanti colleghi del MEF che si sono messi a disposizione affinché le procedure in questione fossero concluse nel più breve tempo possibile.

Siamo sicuri che se fosse per loro, farebbero con piacere questo sacrificio ogni anno, dato che i lavoratori avevano oramai perso le speranze di una progressione e perché da anni tale possibilità era preclusa.

La nota dolente che tale stallo era dovuto a quelle Organizzazioni Sindacali “collaborazioniste” che, nell’arco temporale che va dal 2019 al 2020, avevano sottoscritto accordi con clausole programmatiche che erano sempre e puntualmente disattese. Sicuramente si può anche sbagliare in buona fede, perché non sbaglia solo chi non lavora, ma essere recidivi cambia la prospettiva, in quanto in tal caso chi commette l’errore sa di sbagliare.

Ma non vogliamo innescare polemiche, con chi non merita la nostra attenzione.

Al personale però chiediamo di prestare attenzione a chi si sceglie e a chi ci si affida per essere rappresentati. Perché dopo non ci si può lamentare delle tante cose che non vanno per verso giusto, ad esempio dalle assegnazioni scriteriate delle Posizioni Organizzative al depauperamento delle risorse del FRD, dai sistemi di (S)valutazione ai bislacchi algoritmi, dalle mancate calendarizzazioni di progressioni economiche.

Andate a verificare chi negli anni passati ha permesso tutto questo, perché poi in campagna elettorale RSU … magicamente tutto è grazie a loro! giocando solo sulla memoria corta... ma il lavoratore deve riflettere nel medio periodo e a bocce ferme.

Sicuramente tali ultime progressioni economiche permettono il passaggio all’interno delle aree di una parte del personale…

MA NON CANTIAMO VITTORIA

Dato che questo per noi deve essere solo il primo passo di riconoscimento delle aspettative di tutti i lavoratori, anche per chi non ha beneficiato di tale ultimo passaggio.

Molti dei dipendenti del nostro Dicastero sono totalmente sfiduciati, pochissime le occasioni di progressioni economiche concesse, l’ultima risaliva al 2018, sono del tutto inesistenti i passaggi tra le aeree, ultimo bando risale addirittura al 2011, malgrado anche la Legge Madia e la proroga alla stessa per il MEF.

E a ciò si aggiunga anche le tante campagne mediatiche che si abbattono sui dipendenti pubblici etichettandoli come i soli fannulloni del nostro Paese dimenticandosi che sono state applicate le varie norme emergenziali grazie al contributo degli stessi. Con i dipendenti pubblici che hanno messo a disposizione professionalità e i propri strumenti informatici.

Ma tornando a chi non è rientrato in tali progressioni… affermiamo con vigore che la mancata aspettativa di carriera e di formazione mirata produce un effetto negativo sull’attività lavorativa resa, è un fattore di malessere organizzativo di stress da lavoro correlato. Occorre dare le giuste opportunità a tutti i lavoratori.

Prendiamo atto dei due nuovi concorsi RIPAM che permetteranno il reclutamento di nuove unità di personale non dirigenziale a tempo indeterminato (410+300) e che immettono al MEF le risorse umane necessarie per il dovuto e sacrosanto rinnovamento generazionale del personale…

Ma non possiamo dimenticare chi da anni presta la propria professionalità in questa amministrazione con abnegazione e con continuità.

Ricordiamo della promessa e dell’impegno assunti dall’Amministrazione, su richiesta della UIL (e siamo contenti che adesso anche altre sigle ci seguano su tale iniziativa, non polemizziamo se lo fanno solo grazie a noi) di procedere alla pubblicazione del bando dei Passaggi tra le aeree riservato agli interni in aderenza alle disposizioni dettate dalla legge Madia.

Possiamo comprendere i ritardi dovuti al cambio del Direttore del Personale, ma questa procedura di passaggio tra le aree deve essere considerata una priorità e i tempi sono stretti.

Non architettiamo prove difficili, astruse oltre ogni immaginazione, dato che i lavoratori non devono più dimostrare nulla, visto l’impegno profuso. Ricordando che oltretutto i suddetti ultimi bandi di procedure concorsuali RIPAM per personale esterno prevedono esclusivamente una selezione a quiz e l’esame dei titoli posseduti.

Non dimentichiamo che gli stessi bandi RIPAM prevedono, giustamente le assegnazioni su tutto il territorio, ma c’è anche chi da anni fa domanda di mobilità e che viene regolarmente disattesa. Per quale motivo non accogliere tali richieste?

Da ultimo ma non per ultimo… rammentiamo che l’ultimo accordo FRD prevedeva delle clausole perentorie che dovevano rivedere in maniera drastica: le assegnazioni delle Posizioni Organizzative; il Sistema di valutazione in adozione al MEF, che rimane uno strumento veramente umiliante; la Formazione Professionale.

Noi siamo in attesa di questo rinnovamento al MEF.

Perché queste sono solo alcune delle richieste che sottoponiamo all’attenzione, in quanto raccolgono le aspettative legittime dei tanti lavoratori del nostro Dicastero, al fine di far intendere che ci può essere una prospettiva diversa e inclusiva.

Nessuno si senta escluso e non deludete ancora una volta il personale

Il tutto si dovrà tradurre in una “politica del personale” seria, mirata e innovativa incentrata sull’universo MEF. Ci vuole aria di cambiamento!

 

Roma 9 febbraio 2022