Partiamo da lontano, ossia dall’articolo 35 della nostra Costituzione, il quale garantisce la crescita e la formazione professionale dei lavoratori.

Certo è passato del tempo ma oramai credevamo che al MEF si fosse data applicazione a questa disposizione senza alcun problema. Anche perché annualmente ci viene inviata (come mero atto dovuto) la programmazione triennale del fabbisogno formativo del personale, riportando tutti i dati (numerici e non solo) del caso.

Invece, purtroppo, dobbiamo riscontrare che la formazione proposta e somministrata al Dicastero non apparirebbe propriamente quella mirata al miglioramento lavorativo… Ci si deve infatti accontentare del pacchetto dei corsi propinati, pronti all’uso e somministrati dalla SNA. Infatti a volte gli stessi non sembrerebbero totalmente tarati alle esigenze del personale o non rispondenti alle peculiari attività del MEF.

Sembrerebbe altresì che tali corsi sarebbero appannaggio dei soliti noti.

Inoltre sembrerebbe che ci siano delle discriminazioni per l’accesso e partecipazione a tali corsi, in quanto a parità di titoli richiesti si riscontrerebbero delle esclusioni a seconda dell’area di appartenenza o addirittura i requisiti di accesso sarebbero diversamente vagliati negli uffici centrali o territoriali del Dicastero.

Ciò determina ovviamente che i lavoratori si sentano mortificati, senza future prospettive di miglioramento (e non siamo noi ad affermarlo ma i vari esperti del settore) e il rendimento subirebbe le ovvie flessioni negative. Ciò infatti è fattore stressante che è alla base del malessere organizzativo. Non si può sempre scommettere e fare affidamento sull’abnegazione dei dipendenti che sono pronti con le proprie risorse a colmare le lacune dell’Amministrazione.

I dipendenti chiedono il rispetto dei propri diritti e delle loro aspettative legittime.

E allora poniamo una domanda: Perché non investire su tutto il proprio personale che pretende giustamente la dovuta crescita professionale?

Non vorremmo che tali corsi si considerino sempre l’ennesimo premio da destinare a quei pochi e ristretti nominativi, più vicini al sole, alla solita sparuta minoranza. Allarghiamo la rosa dei candidati ai vari corsi per una questione di equanimità!

Pertanto vorremo capire come venga monitorato il piano triennale della formazione del personale del nostro Dicastero. Perché la platea dei beneficiari di tali corsi è sempre più ristretta? Mentre quella potenziale è sempre più estesa?

Noi vigileremo sulla questione, viste le tante lamentele ricevute dal personale, e vogliamo appurare e ricevere i chiarimenti necessari per capire (in soldoni!) se tale formazione professionale sia legata alle effettive esigenze del MEF e dei lavoratori o se al contrario sia del tutto slegata da tangibili bisogni formativi o se addirittura sia ritenuta una formazione di nicchia.

Roma, 7 febbraio 2022