Gentilissima sig.ra Ministra,

siamo stati ben lieti della sua presenza e grati per aver scelto il distretto della Corte di Appello di Reggio Calabria per l’Inaugurazione dell’anno giudiziario 2022. La Sua attenzione e la Sua sensibilità nei confronti del nostro territorio e di conseguenza del personale giudiziario e degli operatori della giustizia assume e rappresenta un valore aggiunto nei confronti di quei lavoratori che, giornalmente contribuiscono alla lotta contro la criminalità organizzata.

Seppur presente, le restrizioni pandemiche hanno purtroppo cassato il mio intervento durante la cerimonia impedendomi di far sentire la voce dei lavoratori e dare quel giusto contributo, nel rispetto dei ruoli e la cui sinergia contribuisce alla risoluzione delle ataviche problematiche che attanagliano il settore giustizia.

In qualità di Vice Coordinatore Nazionale della Uilpa Giustizia voglio ancora una volta trattare, non per essere ripetitiva, il problema degli uffici giudiziari del Distretto reggino, perché è doveroso da parte nostra, quale parte sociale, ribadire nuovamente che non è possibile abbandonare una città e una categoria di lavoratori come quelli della Giustizia, ad un destino scritto da chi non ha a cuore i propri dipendenti.

La nostra pazienza è finita, come finita è la pazienza di tutti lavoratori oramai votati a una sorta di rassegnazione sociale provocata proprio da quella “burocrazia” che non permette di pervadere e superare gli ostacoli che da tempo attanagliano GLI UFFICI GIUDIZIARI reggini, come una sorta di istituzione parallela che assume il comando e procede incurante delle più elementari regole sulla sicurezza sui luoghi di lavoro.

Più volte abbiamo sollecitato i massimi vertici istituzionali per apportare delle migliorie presso alcuni uffici giudiziari di Reggio Calabria, che ancora oggi versano in precarie condizioni e all’interno dei quali i dipendenti sono costretti a vivere al freddo e al gelo in inverno e a temperature tropicali in estate, a causa del mancato funzionamento dei sistemi di climatizzazione, oltre all’assenza del giusto e necessario ricambio d’aria impedito dagli infissi guasti, bloccati e pericolanti. Tutto ciò in netto contrasto con il momento di pandemia che stiamo attraversando. Altro nodo caldo il Tribunale di Palmi e gli uffici del giudice di pace della stessa cittadina pianigiana: pioggia e muffa la fanno da padroni e a nulla sono valsi gli interventi dei Capi degli uffici, il tavolo tecnico in Prefettura e i vari solleciti.

Oggi la situazione è rimasta ferma a oltre ventiquattro mesi fa: solo promesse e buoni propositi. Solo grazie alla lealtà, alla buona volontà e al senso di appartenenza delle lavoratrici e dei lavoratori, la macchina della giustizia continua a erogare servizi anche con mille difficolta organizzative e strutturali. Adesso diciamo basta e chiediamo con fermezza che le ataviche problematiche legate agli immobili che ospitano gli uffici giudiziari siano risolte. I problemi vanno affrontati ed è doveroso che chi amministra si assuma la responsabilità e porti a compimento ciò che spetta alla città di Reggio Calabria e al suo distretto.

Troppi anni sono passati, troppe risorse economiche sono state investite per interventi urgenti non risolutivi e che purtroppo a oggi hanno portato al nulla di fatto. Basti guardare l’ennesima incompiuta del nuovo palazzo di giustizia di Reggio, opera che rimarrà nella storia e, si spera, anche sul curriculum di qualcuno, visto che sono trascorsi oltre 11 anni dall’inizio dei lavori. Tutto ciò rappresenta uno schiaffo all’intera comunità reggina e agli operatori della giustizia costretti a lavorare in ambienti e in condizioni indecorose.

Vorrei invitare i nostri amministratori a passare una giornata lavorativa all’interno degli uffici giudiziari, in modo da capire quali siano i salti mortali in cui si cimentano quotidianamente i dipendenti al fine di poter portare avanti il loro lavoro e cercare di concludere la propria giornata senza incidenti e senza incorrere in seri danni per la salute.

Pur accogliendo di buon auspicio la sottoscrizione del protocollo d’intesa tra il Ministero della Giustizia e l’amministrazione comunale di Reggio Calabria, per il riavvio dei lavori del costruendo palazzo di giustizia siamo molto preoccupati per i tempi non brevi e gli innumerevoli problemi che persistono e per i quali dovranno essere messi in campo interventi di somma urgenza atti a garantire l’incolumità dei dipendenti e degli operatori del diritto.

Purtroppo la problematica dell’edilizia giudiziaria, la scarsità di presenza di aule e la mancanza di locali idonei, avrà di fatto conseguenze su quel progetto di miglioramento del servizio giustizia, quale è l’istituzione dell’Ufficio del Processo, che prevede, nel solo distretto giudiziario di Reggio Calabria ben 208 nuove assunzioni. La Uilpa giustizia con senso di responsabilità ha già rappresentato ai vertici ministeriali forti dubbi e perplessità in merito al raggiungimento degli obiettivi prefissati dalla legge n.221 del 17 dicembre 2012.

È importante non solo una nuova e adeguata mappatura degli uffici volta gestire le reali esigenze lavorative, ma anche e soprattutto puntare sulla valorizzazione del personale in servizio che vedrà aumentare considerevolmente il proprio carico di lavoro. Siamo stanchi di registrare politiche assunzionali a tempo determinato, che generano solo precariato, incertezze e instabilità.

Da tempo la Uilpa Giustizia rivendica la necessità di utilizzare le risorse del PNRR per conseguire la digitalizzazione e la piena informatizzazione degli uffici e dei procedimenti; progetto questo che richiede non solo investimenti cospicui, ma anche un rinnovamento dell’organizzazione del lavoro che superi quegli stereotipi che spesso additano la PA, con l’agevolazione anche attraverso lo Smart Working, strumento essenziale di contenimento della pandemia e utile anche al benessere dei lavoratori e al buon funzionamento dei procedimenti burocratici.

L’adattamento ai nuovi modelli organizzativi richiede la promulgazione immediata di concorsi per dirigenti, figura strettamente connessa al mutamento degli assetti della pubblica amministrazione, come una sorta di perno del processo di riforma e di ammodernamento del pubblico impiego, oggi ancor più necessario per migliorare la qualità dei servizi e della corretta gestione delle risorse umane.

Nel solo distretto di Reggio Calabria si registra un’elevata scopertura di tale figura, tanto da rendere quasi vano l’impegno profuso da parte delle presidenze. Mi piacerebbe che anche al personale giudiziario operante sul distretto di Reggio Calabria venisse riconosciuto quello stato di disagio e di difficoltà previsto per i magistrati che scelgono il nostro distretto, visto che entrambi operano quotidianamente in situazioni difficili rinunciando spesso alla propria vita familiare e sociale, con ritmi lavorativi frenetici e in condizioni ambientali e strutturali molto complessi: mi appello a lei per questo giusto riconoscimento al personale.

Auspico che la Sua visita possa essere foriera di buone nuove e che in sinergia reale e costante con i vertici ministeriali si superino quelle barriere burocratiche anche ricorrendo a modifiche normative che possano risollevare l’intera popolazione sofferente da tempo e che ha bisogno di essere risvegliata dal torpore causato proprio dalle istituzioni e dallo Stato tutto.

Quello Stato che deve mettere al centro degli interessi la sicurezza e la salute sui luoghi di lavoro e il benessere organizzativo del personale, considerato che mai come oggi si sono registrati i cospicui finanziamenti dell’Unione Europea. Per ultimo, ma non per importanza, un doveroso GRAZIE al Presidente della Corte d’Appello Luciano Gerardis per il costante dialogo costruttivo con le parti sociali e, di conseguenza, con i lavoratori tutti.

 

Patrizia Foti - Vice coordinatore Uilpa Giustizia Reggio Calabria

Reggio Calabria, 25 gennaio 2022