Non è mai troppo tardi. Il Parlamento, che a breve sarà chiamato alla conversione del decreto Milleproroghe, deve cogliere l'occasione per rimediare alla decisione del Governo di qualche giorno fa: subito altre settimane di cassa integrazione con la motivazione Covid, almeno fino alla fine di marzo!

Solo così si proteggono lavoratrici e lavoratori di settori che ancora non sono ripartiti. Il turismo e lo spettacolo, certo, ma anche i servizi e il terziario, le imprese manifatturiere - anzitutto il comparto moda - e dell'artigianato.

Il Governo ha avuto "il braccino corto" con il decreto Sostegni ter: non basta certo esonerare i datori di lavoro dal pagamento della contribuzione addizionale dovuta da chi utilizza gli ammortizzatori sociali, non ci si può occupare solo delle discoteche e dei radio taxi. Bene fanno, allora, diversi parlamentari di schieramenti diversi a proporre emendamenti che allargano la protezione dei dipendenti e aiutano, davvero, le imprese.

Questo periodo di gestione eccezionale degli ammortizzatori, in una fase che, dal punto di vista pandemico, economico, produttivo, occupazionale, è eccezionale, sarebbe la scelta più giusta.

Peraltro, con questo slittamento, si darebbe modo di far partire, per bene, la riforma della cassa integrazione appena decisa, programmando e gestendo modifiche di regolamenti, approntando procedure, illustrando obblighi e opportunità, soprattutto ai settori che ora entrano in questa modalità di protezione del lavoro.

Roma, 24 gennaio 2022