"La proposta di Direttiva della Commissione europea per la trasparenza retributiva di genere non risolve il problema del divario retributivo: le differenze salariali tra donne e uomini sono inaccettabili e vanno superate ma, in questo modo, come ha già sottolineato il Sindacato europeo, le distanze si colmeranno solo nel prossimo secolo".

Lo afferma il Segretario generale UIL, Pierpaolo Bombardieri.

"L'adozione di misure vincolanti in materia erano state annunciate, al momento dell'insediamento della Commissione guidata da Ursula Von der Leyen, ma la direttiva che si vorrebbe varare è del tutto insufficiente e non risponde a quelle promesse. Il provvedimento, infatti, si applicherebbe solo alle aziende con oltre 250 dipendenti (50 in Italia) e così facendo i 2/3 dei lavoratori europei sarebbero esclusi dal monitoraggio. In particolare, in Italia solo il 21% delle lavoratrici e dei lavoratori sarebbero soggetti a trasparenza salariale. Sono anni che, insieme al Sindacato europeo, rivendichiamo azioni volte a garantire un'effettiva parità di genere e una concreta trasparenza retributiva: il divario tra uomini e donne non è più tollerabile. Ecco perché chiediamo ai nostri europarlamentari un impegno forte per modificare questa inaccettabile e inefficace proposta di direttiva".