La pre-intesa sul rinnovo del CCNL Funzioni Centrali firmata il 21 dicembre scorso contiene una sezione dedicata alla regolamentazione del lavoro agile nella Pubblica Amministrazione. Di fatto, abbiamo riportato sotto l’egida del sistema di relazioni sindacali tutta la disciplina che regola l’organizzazione e lo svolgimento delle forme di lavoro a distanza nelle amministrazioni del nostro comparto.

Proprio negli stessi giorni in cui all’ARAN si concludeva la trattativa sul Contratto collettivo nazionale, l’Italia veniva investita da Omicron, l’ultima variante del Covid-19. Un’ondata che sta causando centinaia di migliaia di nuovi contagi e costringe le autorità sanitarie a varare provvedimenti restrittivi per la collettività. Tutto questo mentre gli esperti ci informano che il picco massimo di diffusione di Omicron non è stato ancora raggiunto e nel breve periodo dobbiamo attenderci un peggioramento della situazione.     

Se così stanno le cose ritengo opportuno che le Amministrazioni dello Stato organizzino il lavoro in modo da ridurre al minimo indispensabile la presenza fisica del personale nelle strutture. Si tratta ovviamente di una soluzione temporanea, già sperimentata con successo e riproponibile oggi con i necessari miglioramenti. A differenza del passato (marzo 2020), oggi le amministrazioni hanno a disposizione strumenti normativi e contrattuali molto più efficaci per gestire con flessibilità e intelligenza l’organizzazione del lavoro da remoto.

Penso sia arrivato il momento di lanciare un’iniziativa per rivedere in tutta la Pubblica Amministrazione l’organizzazione del lavoro da remoto, elevando il più possibile il numero di dipendenti coinvolti e delle giornate lavorative rese in modalità agile. Pertanto sarebbe necessario che le amministrazioni emanino al più presto provvedimenti in tal senso, previo confronto con le rappresentanze sindacali. È in gioco la sicurezza dei lavoratori, la salute dell’utenza e l’efficienza dei servizi pubblici. 

Oggi le amministrazioni sono in condizioni di agire con la massima autonomia. Dipende dalle scelte che si intendono fare per contribuire all’uscita dall’emergenza. Per parte sua la UILPA chiederà l’estensione dello smart working in tutte le sedi di contrattazione integrativa. Poiché si parla tanto di flessibilità organizzativa per cambiare la Pubblica Amministrazione questo è il momento di passare dalle parole ai fatti. 

Sandro Colombi, Segretario generale UIL Pubblica Amministrazione

Roma, 3 gennaio 2022