La UILPA ha dato il via alla campagna elettorale per il rinnovo delle Rappresentanze Sindacali Unitarie previsto per aprile dell’anno prossimo. Cosa c’è di diverso rispetto alle precedenti tornate?

Con l’esplosione della pandemia la quasi totalità dei dipendenti pubblici ha imparato a lavorare da remoto e ha introiettato un diverso modo di rapportarsi con i superiori, i colleghi e i rappresentanti sindacali attraverso l’utilizzo degli strumenti informatici. Il risultato è un cambiamento di percezione del proprio lavoro. Cambiamento che comporta anche una diversa percezione del ruolo che i lavoratori hanno sul piano dell’organizzazione dei processi produttivi. A cominciare dal bilanciamento fra diritti e doveri. Rispetto a quattro anni fa oggi i lavoratori sono più incerti. Molti di loro si sentono più soli e contrattualmente più deboli nei confronti del datore di lavoro, quindi meno consapevoli della propria forza collettiva. Il rinnovo delle RSU deve essere l’occasione per spezzare questa percezione negativa e il senso di isolamento. Chiamare i lavoratori a esprimere il proprio voto significa tornare a coinvolgerli nella condivisione delle scelte che li riguardano.  Significa rilanciare con forza il ruolo partecipativo delle rappresentanze dei lavoratori democraticamente eletti. 

 

Sul piano politico-sindacale queste elezioni sono più importanti delle altre?

Sì, perché stavolta l’obiettivo è più ambizioso: dimostrare al Paese che il vero cambiamento nella Pubblica Amministrazione può avvenire solo all’interno di un sistema di regole condivise fra tutti gli attori coinvolti. Noi non vogliamo fermare le riforme già avviate e, tanto meno, quelle annunciate con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.  Però dobbiamo e vogliamo essere parte attiva di questi percorsi. Vogliamo partecipare alle decisioni che ricadono sul lavoro che svolgiamo. Vogliamo entrare nei processi che guidano il cambiamento delle amministrazioni: innovazione, formazione, semplificazione, programmazione delle attività, pianificazione dei fabbisogni e così via. Mai come oggi il rischio di autoreferenzialità dei vertici politici e amministrativi è alto se manca un soggetto rappresentativo in grado di alimentare il confronto interno. Il senso politico-sindacale di queste elezioni è questo: serve un sistema di relazioni sindacali forte, autorevole e strutturato per gestire in modo responsabile ed efficace la trasformazione della macchina pubblica, a cominciare dal livello decentrato della contrattazione.

 

Eppure in altre occasioni lei ha dichiarato che la contrattazione decentrata non decolla e nelle amministrazioni la politica continua a farla da padrone. Come possono le RSU spezzare questo circolo vizioso?

Il sistema di accertamento e verifica della rappresentatività sindacale nella Pubblica Amministrazione non esiste in nessun altro comparto del mondo del lavoro. Se prendiamo coscienza di questo fatto, il nostro atteggiamento nei confronti della controparte cambia completamente. I delegati RSU dispongono di un potere reale di contrattazione nei luoghi di lavoro di cui possono, anzi devono rivendicare la piena legittimità perché si trovano giuridicamente sullo stesso piano del datore di lavoro. E il diritto al confronto negoziale discende dalla forza rappresentativa che deriva da una delega ottenuta da tutti i lavoratori attraverso il suffragio universale. In questa posizione non bisogna avere paura di violare qualche santuario misterioso o di disturbare qualche manovratore. Ecco come si spezza il circolo vizioso della contiguità fra gestione amministrativa e gestione politica. Sono convinto che su questo terreno gli spazi di manovra delle RSU nelle sedi decentrate siano davvero molto ampi.

 

Su cosa intende puntare la UILPA per convincere i lavoratori a votare le sue liste?

La nostra è un’Organizzazione che fa della vicinanza ai problemi reali dei lavoratori il proprio punto di forza. Noi concepiamo le RSU come uno strumento di democrazia partecipativa. Chi viene eletto nelle nostre liste sa che la UILPA si attende autonomia di pensiero, capacità di scelta e senso di responsabilità nei confronti dei lavoratori che rappresenta. Chi vota per le liste della UILPA sa che il proprio voto servirà ad eleggere dei rappresentanti in grado di pensare e di agire in piena libertà. Oggi più che mai siamo consapevoli che c’è bisogno di aria nuova, di ritornare a fare contrattazione vera, mettendo da parte calcoli e opportunismi politici. È l’unico modo per sbarrare la strada alla concorrenza dei sindacati autonomi e alle facili scorciatoie che propongono. Un atteggiamento opportunista che spesso ha l’obiettivo di far naufragare l’esperienza delle RSU insinuandosi al loro interno e minandone la credibilità e la capacità di azione.

 

Qual è il messaggio che vuole inviare ai suoi potenziali elettori?    

Andate a votare. E innanzitutto votate per un sindacato confederale. Perché la confederalità è il valore aggiunto dell’azione sindacale. Allo stesso tempo non va dimenticato che confederalità significa unione di diverse culture e di diverse sensibilità. Le quali possono scegliere di allearsi per un fine comune, ma non si confondono e non si annullano. Votare per la UILPA significa scegliere un’organizzazione laica, pluralista e che non cala dall’alto nessuna scelta. Un’organizzazione dove parole come democrazia, libertà, partecipazione, non sono vuota retorica ma una realtà. Tutta la nostra storia lo dimostra.

Roma, 30 novembre 2021