Come è noto il PNRR impegna ingenti risorse nel settore Cultura e Turismo, 6 miliardi e 680 milioni di euro complessivi di cui 4 miliardi 289 milioni di euro per interventi diretti sul patrimonio culturale e paesaggistico. Accanto a questo il MIC è chiamato ad una intensissima attività istruttoria relativa alle valutazioni di impatto ambientale in particolare rispetto agli interventi volti alla transizione energetica.

Abbiamo assistito in questo periodo a polemiche e attacchi strumentali rivolti al settore della tutela del patrimonio culturale che hanno esplicitato la volontà, anche da parte di esponenti governativi di relativizzare ruolo e funzioni di chi si occupa della tutela del patrimonio culturale e paesaggistico.

Questo ha portato alla creazione di una Soprintendenza Unica nazionale, finalizzata all’attuazione del PNRR, un Ufficio attualmente del tutto privo di personale, con l’intenzione esplicita di andare verso una “semplificazione” delle procedure tramite un accentramento delle stesse in capo alla Soprintendenza Unica, con poteri di sostituzione e avocazione dei procedimenti in capo alle Soprintendenze.

Ci chiediamo, e lo facciamo adesso prima che sia troppo tardi, con quali risorse umane il Ministero intende affrontare una sfida così complessa. La risposta che abbiamo avuto sinora è una attribuzione di questi carichi lavorativi ai pochi lavoratori rimasti nella struttura centrale ed in quelle periferiche.

Abbiamo chiesto già da tempo di avviare un confronto con il Soprintendente Nazionale, architetto Galloni, al fine di verificare le condizioni organizzative che diano garanzie di funzionamento alla nuova struttura, ci siamo trovati di fronte ad un muro di silenzio ed ad a una disposizione di servizio che sostanzialmente scarica tutto il carico di lavoro su un nucleo di personale incardinato nella Direzione Generale Archeologia e Belle Arti che è del tutto impossibilitato, per la grave carenza di personale e per i carichi ordinari già pesantissimi, ad assolvere questi compiti.

In sostanza si pensa di trattare questa materia come se fosse un adempimento burocratico e non come una sfida che mette in discussione, nel caso gli obiettivi del Piano non fossero raggiunti, l’immagine internazionale del nostro Paese con soluzioni che sono solo funzionali a chi vorrebbe marginalizzare il ruolo della tutela del patrimonio paesaggistico perché considerata di ostacolo ai piani di innovazione energetica.

Per questi motivi oggi abbiamo chiesto un incontro urgente al Ministro Franceschini: serve un impegno politico che sia coerente con la straordinarietà degli impegni richiesti, e di questo purtroppo non troviamo traccia nel disegno di legge Stabilità per il 2022, e serve richiamare la dirigenza amministrativa, ed in particolare la Soprintendente Galloni, al confronto con le rappresentanze dei lavoratori.

Non è con la logica dello scaricabarile e della vessazione verso lavoratori che fanno già tantissima fatica ad assolvere a compiti ordinari con un organico ridotto a meno della metà di quello previsto che si risolvono problemi della dimensione prevista nel  PNRR. Occorrono soluzioni ed impegni concreti e la consapevolezza della loro complessità, in assenza dei quali ci pare inevitabile avviare una fase di mobilitazione nazionale e di sensibilizzazione dell’opinione pubblica. Ed è quanto chiederemo direttamente al Ministro, al quale abbiamo anche sollecitato il pagamento della produttività al personale: 30 milioni che rischiano di essere liquidati a giugno prossimo a causa dei ritardi del MEF. Servono risposte immediate.

Roma, 24 novembre 2021

Fp Cgil - Claudio Meloni  |  Cisl Fp - Giuseppe Nolè e Valentina Di Stefano  |  Uilpa - Federico Trastulli