Rispettare gli Accordi di Parigi, ma senza stringenti scadenze sul clima. I leader delle principali economie del mondo, riuniti a Roma per il G20, hanno concluso un accordo "limitato" sul contrasto al cambiamento climatico, che prevede di azzerare le emissioni nette intorno alla metà del secolo in corso. Diversi Paesi avrebbero voluto inserire nel documento finale del summit un vincolo più stringente, cioè l’anno 2050, scontrandosi in realtà con l’opposizione della Cina, che si è prefissata l’obiettivo di azzerare le emissioni nette entro il 2060.

"Dobbiamo fissare obiettivi a lungo termine - ha dichiarato il presidente del Consiglio Mario Draghi che detiene la presidenza di turno del G20 - che siano coerenti con gli obiettivi dell'accordo di Parigi e apportare le modifiche a breve termine che sono necessarie per raggiungerli. Dobbiamo accelerare la graduale eliminazione del carbone e investire di più nelle energie rinnovabili. Dobbiamo anche assicurarci di utilizzare le risorse disponibili con saggezza, e quindi dobbiamo essere in grado di adattare le nostre tecnologie e anche i nostri stili di vita a questo nuovo mondo".

Mancato l'obiettivo della riduzione del 30 per cento delle emissioni dovute al metano entro 2030 rispetto ai livelli del 2020. Per evitare l’aumento di 1,5 °C entro il 2030, le emissioni globali dovrebbero essere ridotte del 45 per cento.

Nella dichiarazione adottata figura l'impegno per arrestare e invertire la perdita di biodiversità entro il 2030, l'ambizione condivisa di raggiungere una riduzione del 50% di terreni degradati entro il 2040, gli sforzi per garantire la conservazione, protezione e uso sostenibile delle risorse naturali e adottare misure concrete per porre fine alla pesca eccessiva e illegale, combattere i crimini ambientali come il disboscamento illegale, l'estrazione illegale, il commercio illegale di animali selvatici e illegale movimentazione e smaltimento di rifiuti e sostanze pericolose. Inoltre, i leader s'impegnano a intensificare le azioni per conservare, proteggere, ripristinare e utilizzare in modo sostenibile il mare, riconoscendo l'urgenza di combattere il degrado del suolo e di creare nuovi pozzi di assorbimento del carbonio, condividere l'obiettivo ambizioso di piantare 1 trilione di alberi, concentrandosi sui più degradati ecosistemi del pianeta e sollecitare altri paesi a unire le forze con il G20 per raggiungere questo obiettivo globale entro il 2030, anche attraverso progetti per il clima, con il coinvolgimento del settore privato e civile.

Ufficio di comunicazione UILPA