Nell’incontro odierno il Presidente dell’Aran ha effettuato alcune positive aperture su due questioni oggetto di definizione del CCNL: la disciplina delle P.E.O. (Progressioni economiche orizzontali), integrando la originaria proposta dell’Aran con alcune richieste ed osservazioni da noi sollevate, e la disciplina del rapporto di lavoro agile.

Sul primo punto l’Aran si è dichiarata disponibile a integrare la sua proposta originaria, che collegava le progressioni economiche orizzontali alla sola valutazione di performance individuale, con una nuova ipotesi che lega le progressioni a tre criteri: valutazione individuale (con una soglia minima di pesatura rispetto al punteggio complessivo da attribuire), esperienza professionale maturata e ulteriori criteri da definire in sede di contrattazione collettiva integrativa. La proposta verrebbe integrata con un ulteriore correttivo volto a sostenere il punteggio del personale che non riesce ad accedere alle progressioni dopo un certo numero di anni, al fine di equilibrare i principi di selettività della procedura con quelli di inclusività.

Sul lavoro agile l’Aran ha invece aperto alla possibilità di disciplinare forme di lavoro da remoto, con la previsione dell’esecuzione della prestazione sia con le modalità previste dalla legge 81/2017, senza vincoli di orario e di luogo, sia con vincolo di orario.

Nei nostri interventi abbiamo ricordato come la mancanza di una disciplina contrattuale già definita ed applicabile in materia di lavoro agile crei un quadro di oggettiva difficoltà nella gestione della fase di passaggio dal lavoro agile emergenziale ad un lavoro agile che dovrà tornare, a regime, a rappresentare un utile strumento di flessibilità organizzativa per il miglioramento dei servizi da regolare in sede di contrattazione nazionale integrativa e non per legge.

Ciò richiede di colmare questo ritardo e di individuare il prima possibile i punti condivisi di disciplina del lavoro agile, aggiornando anche le forme partecipative e fornendo utili indicazioni al Dipartimento della funzione pubblica.

Tuttavia, le scelte del Governo in materia di rientro in presenza fisica per tutti i lavoratori alla data del 15 Ottobre e la decisione di porre fine alle deroghe previste alla legge 81/2017 per l’utilizzo del lavoro agile avvengono in una situazione in cui l’emergenza pandemica è ancora in atto e le condizioni di sicurezza per chi rientra in servizio, il distanziamento negli uffici e le condizioni di tutela degli operatori di front office, tra i più colpiti durante la prima ondata pandemica, sono molto disomogenee nelle varie amministrazioni.

Le suddette scelte intervengono nel permanere di una situazione di profonda criticità e confusione esistente nei singoli enti. Riteniamo che, nelle more della definizione contrattuale, la gestione della fase transitoria e le scelte legate all’utilizzo del lavoro agile avrebbero richiesto un confronto preliminare con le organizzazioni sindacali, in ciascuna amministrazione, su tutte le misure organizzative da adottare e non solo su quelle previste dal Dpcm. Si è preferito, invece, intervenire unilateralmente, senza tenere conto delle prerogative già oggi di competenza delle relazioni sindacali (sia in materia di salute e sicurezza che di lavoro agile).

Abbiamo apprezzato le positive novità illustrate dal Presidente, sia in materia di ambiti e modalità del rapporto di lavoro agile da disciplinare nel CCNL, sia sui criteri e le modalità delle P.E.O. ma siamo stati costretti a evidenziare, ad oggi, la mancanza di un riscontro alle osservazioni e alle articolate proposte presentate dalle OO.SS. su molti aspetti del rapporto di lavoro (istituti normo economici, relazioni sindacali, ordinamento professionale, lavoro agile). In particolare, si attendono risposte in merito alla definizione della norma di prima applicazione prevista dal DL 80/2021 e alla sua esplicazione a regime circa la possibilità di reinquadramento del personale già in servizio fra le diverse aree, anche in difetto del titolo di studio, nonché alla individuazione della declaratoria e dei profili professionali da prevedere nella nuova area delle elevate professionalità.

Abbiamo anche ricordato la necessità di aggiornare l’impianto delle relazioni sindacali attuali, qualificando meglio, nel rispetto della legge, il ruolo della contrattazione collettiva integrativa (con la individuazione dei profili professionali in contrattazione), rendendo concretamente efficaci le forme partecipative previste dal CCNL 2016 -2018 (O.P.I. e confronto).

Riteniamo necessario che si acceleri l’iter del confronto anche perché, essendo arrivati alla vigilia della presentazione del disegno di legge di bilancio, abbiamo l’esigenza di quantificare il fabbisogno derivante dalla definizione del nuovo ordinamento professionale.

Il confronto di oggi, anche se non risolutivo, consente però di effettuare un primo passo in avanti nel negoziato, attraverso delle disponibilità importanti su punti qualificanti del nuovo contratto che dovranno ora trovare posto nel testo dell’articolato dell’ipotesi contrattuale.

Il prossimo incontro è previsto il 19 Ottobre p.v.

Fp Cgil - Florindo Oliverio  |  Cisl Fp - Angelo Marinelli  |  UILPA Gerardo Romano e Federico Trastulli