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Alcuni giorni fa avevamo messo in guardia sui rischi connessi all’attuazione della norma sul green-pass obbligatorio per accedere ai posti di lavoro. Una norma pensata e varata forse troppo in fretta.

Le Linee-guida Funzione Pubblica-Salute per la verifica e il possesso della certificazione verde,attuative del decreto 127, che il governo si appresta a varare prevedono durissime penalizzazioni nei confronti dei dipendenti pubblici che non siano in possesso del certificato vaccinale. È tuttavia probabile che l’impostazione scelta verso gli indecisi del vaccino rischi di ritorcersi a danno di tutti: lavoratori non vaccinati, lavoratori vaccinati e utenza. Dal 15 ottobre un numero imprecisato di dipendenti pubblici verrà lasciato a casa senza stipendio, mentre ai loro colleghi vaccinati tornati in presenza toccherà sostenere l’impatto con tutte le attività di routine che riprenderanno a pieno ritmo. 

Dato che le amministrazioni pubbliche dovranno esercitare il massimo sforzo produttivo in vista dell’attuazione dei progetti relativi al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, non sarebbe più logico se gli uffici potessero contare su tutte le forze in campo per assicurare il massimo delle loro potenzialità? Specie considerando il fatto che gli organici sono ovunque in grave sofferenza a causa delle politiche di tagli al personale perseguite negli ultimi vent’anni.

Siccome nessuno (neanche alla Funzione Pubblica) conosce esattamente la geografia professionale dei renitenti al vaccino nella Pubblica Amministrazione, oggi, a una settimana dalla deadline, le amministrazioni non hanno idea di chi, dove, come e per quanto tempo tale personale dovrà essere sostituito. E non siamo affatto sicuri che tutte le figure professionali lasciate a casa senza stipendio siano facilmente rimpiazzabili, soprattutto quelle addette a servizi di particolare rilevanza.   

Ci sono strutture talmente malconce sotto il profilo degli organici che l’assenza prolungata anche solo di poche unità potrebbe creare non pochi problemi. Possibile che non ci sia un altro modo per convincere gli indecisi alla vaccinazione, se non quello di peggiorare ulteriormente le condizioni in cui versano gli uffici pubblici? Aumentare i carichi di lavoro di chi è vaccinato basterà a colmare le assenze dei non vaccinati? Se dovessero presentarsi dei disservizi saranno gli utenti a essere penalizzati.  

A proposito di utenti, sempre dalle Linee-guida Funzione Pubblica-Salute apprendiamo che agli utenti dei servizi pubblici non sarà richiesto il green-pass per entrare negli uffici. Ci pare una disposizione incongruente rispetto alla mano pesante usata nei confronti dei lavoratori non vaccinati. I quali, come dipendenti sono esclusi dagli uffici, ma come utenti vi possono accedere.

Una settima fa suggerivamo al governo equilibrio e prudenza sulle decisioni da adottare per rendere operativo il decreto 127. Il tempo per trovare soluzioni condivise c’era. Ora quel tempo si è dimezzato e il rischio che diverse amministrazioni si trovino in emergenza è reale. Nulla ci dispiacerebbe di più, dopo il 15 ottobre, che dover constatare di essere stati buoni profeti.

Sandro Colombi, Segretario generale UIL Pubblica Amministrazione

Roma, 8 ottobre 2021