L’articolo 2-ter del decreto-legge 6 agosto 2021, n. 111, convertito con modificazioni nella legge 24 settembre 2021, n. 133 (G.U. n. 235 del 1° ottobre 2021) stabilisce, al comma 1 lettera a), che i lavoratori "fragili" possono continuare a fruire dello smart-working integrale sino al 31 dicembre 2021.

Viene così prolungato di altri 6 mesi l'effetto della previsione del comma 481 dalla Legge di Bilancio 2021 (legge n. 178/2020) che, a sua volta, prorogava una disposizione contenuta nell’art. 26, comma 2, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18.

In base a tale sequenza di norme, i lavoratori dipendenti pubblici e privati “in possesso di certificazione rilasciata dai competenti organi medico-legali, attestante una condizione di rischio derivante da immunodepressione o da esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita”, nonché i lavoratori con disabilità grave ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, possono continuare lavorare in smart-working secondo i criteri fissati dal comma 2-bis dello stesso decreto 18-2020. Vale a dire, anche “attraverso l'adibizione a diversa mansione ricompresa nella medesima categoria o area di inquadramento, come definite dai contratti collettivi vigenti, o lo svolgimento di specifiche attività di formazione professionale anche da remoto”.

Ove ciò non fosse possibile, per i lavoratori “fragili” di cui sopra il periodo di assenza dal servizio va calcolato come “ricovero ospedaliero”, fermo restando che la condizione di fragilità deve in ogni caso essere attestata da idonea certificazione sanitaria.

Roma, 6 ottobre 2021