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In una stanza dove vengono fatti i colloqui si trovano a lavorare anche quattro assistenti sociali contemporaneamente. Per non parlare di quando, sempre gli assistenti sociali, si trovano a dover redarre delicate relazioni e non hanno uno spazio adeguato dove poterlo fare.

Il problema, sollevato da Massimo Zanetti, segretario regionale Uilpa Veneto, al quotidiano Il Mattino di Padova, è il seguente: la struttura di viale della Navigazione Interna 38 dove si trovano oggi gli uffici Uepe (Uffici di esecuzione penale esterna) non è per nulla adatta. Qui infatti lavorano circa una decina di assistenti sociali, che quotidianamente hanno colloqui con persone che hanno commesso un reato e che devono reintegrarsi nella società.

Sono detenuti o persone ai domiciliari, in ogni caso imputati in un processo penale che hanno bisogno di un reinserimento sociale. In pratica l'ufficio, in seguito a una serie di incontri con l'interessato e a volte anche con i suoi familiari, concorda un programma e chiede l'adesione degli enti territoriali. Non solo. Ogni colloquio deve essere trasmesso al magistrato attraverso un report dettagliato che fa l'assistente sociale. Insomma si tratta di un lavoro molto delicato.

«I colloqui richiedono riservatezza. È assolutamente inaccettabile che in una stanza di normali dimensioni stazionino 3, o addirittura 4, assistenti sociali con una compresenza di 3, 4 detenuti. E per colloqui di tale rilevanza», dice Zanetti. Una situazione difficile che starebbe mettendo a dura prova gli stessi assistenti sociali dell'Uepe per i quali uffici passano circa 2 mila detenuti all'anno.

«Si trovano in difficoltà oltre che durante i colloqui anche quando devono redarre i report da inviare al magistrato. Sono relazioni che vanno fatte in un certo modo e non è certo plausibile poterle scrivere in una stanza dove ci sono alti colleghi che parlano o magari rispondono al telefono».

Altra criticità riguarderebbe la zona dove si trovano oggi questi uffici, e cioè la zona industriale. «Oltre ad essere difficilmente raggiungibile come ubicazione, il sabato mattina quella zona è deserta. Spesso gli assistenti sociali si sono trovati di fronte a persone, che magari avevano avuto a colloquio, non proprio raccomandabili». Una soluzione a questi disagi ci sarebbe. Ci sono infatti tre piani di un edificio di piazza Insurrezione, ex Coni, proprio dietro al palazzo dell'ex Inps, che sono di proprietà del demanio e che sarebbero già stati destinati agli uffici Uepe. «Potrebbero essere dentro a questo nuovo spazio da anni, e invece ancora non cominciano i lavori di ristrutturazione». Lavori che si aggirerebbero attorno ai 500 mila euro.

«Da Roma dovrebbero darsi una mossa. Se pensiamo che con l'affitto degli spazi di viale Navigazione interna lo Stato spende 85 mila euro più iva, oltre alle spese, che vuoi dire quasi 100 mila euro all'anno, in cinque anni avrebbe pagato i lavori di piazza Insurrezione. Ciò che sta avvenendo è uno sperpero di denaro pubblico».

Fonte: Il Mattino di Padova

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