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È proseguito oggi il confronto per il rinnovo del CCNL del comparto funzioni centrali 2019-2021 con la presentazione, da parte dell’Aran, di un nuovo testo sulla disciplina del rapporto di lavoro agile, secondo la modalità di esecuzione del rapporto di lavoro in forma agile prevista dalla legge 81/2017.

Il confronto ovviamente risente del dibattito pubblico intorno alle reali finalità del lavoro agile, tra conciliazione dei tempi di vita e di lavoro da un lato e quale reale strumento di innovazione organizzativa dall’altro. Appesantito da alcune posizioni che ne vorrebbero la quasi totale cancellazione con un ritorno al passato nel quale non si coglievano le potenzialità che tale strumento pure ha nel processo di cambiamento ed innovazione tecnologica ed organizzativa delle pubbliche amministrazioni.

In più l’emergenza non è conclusa e le relazioni sindacali devono garantire che la transizione verso la piena operatività in presenza avvenga nel rispetto delle norme emanate durante l’evoluzione dello stato di emergenza sanitaria da Covid-19 e dei protocolli stipulati con le OO.SS.

Il Presidente, in premessa, ha evidenziato la difficoltà di disciplinare il rapporto di lavoro agile anche per la mancanza di precedenti discipline di comparto (fatte salve le esperienze di regolamentazione aziendali del settore privato) che avrebbero consentito di cogliere gli specifici aspetti del lavoro nelle differenti realtà amministrative, e, di conseguenza, avrebbero permesso oggi di operare scelte contrattuali adeguate.

Nei nostri interventi abbiamo evidenziato l’esigenza di scrivere una disciplina delle diverse modalità di esecuzione della prestazione a distanza che possa soddisfare le necessità attuali, determinate dall’emergenza pandemica, e quelle future.

Le lacune dell’attuale quadro legislativo e contrattuale sono infatti innegabili, soprattutto rispetto alla difficoltà di applicare al lavoro eseguito da remoto molti istituti normativi ed economici pensati per le attività in presenza. Le realtà organizzative che immaginiamo richiedono di configurare il lavoro da remoto nelle sue diverse declinazioni (telelavoro, lavoro agile senza vincoli di luogo e di orario di lavoro, lavoro agile con vincoli di orario), che siano utili e vantaggiose per Amministrazioni e lavoratori, in un’ottica di conciliazione fra tempi di vita e tempi di lavoro. Crediamo che il successo del lavoro agile dipenda dalla capacità delle amministrazioni di farne una leva importante per il cambiamento organizzativo; un’opportunità, non un ostacolo.

Nel merito della proposta ricevuta, limitata alla sola modalità di esecuzione del rapporto di lavoro agile prevista dalla legge 81/2017 (senza vincoli di luogo e di tempo) abbiamo formulato le seguenti osservazioni:

  • prevedere forme adeguate di relazioni sindacali e partecipazione sulle scelte organizzative operate dalle Amministrazioni, sia con riguardo alla individuazione delle causali e dei criteri di priorità nell’accesso al lavoro agile da parte dei dipendenti, sia con riferimento alle attività lavorative, alle mansioni e alle funzioni concretamente eseguibili da remoto;
  • definire in sede di contrattazione collettiva integrativa gli schemi di accordo individuale attivabili (accordi richiamati dalla legge), in modo da assicurare la coerente applicazione degli istituti normativi e normo – economici del rapporto di lavoro previsti dal CCNL;
  • disciplinare gli istituti normo economici applicati;
  • assicurare l’uniformità nell’applicazione degli istituti di carattere normativo, anche accessori, assegnando alla contrattazione integrativa la loro concreta definizione, soprattutto con riguardo al sistema indennitario e alla disciplina degli istituti economici del rapporto di lavoro;
  • assicurare il diritto alla disconnessione ed il diritto all’apprendimento permanente, in modo che i dipendenti in lavoro agile non vengano esclusi dai processi di innovazione e dalle opportunità di avanzamento e riqualificazione professionale;
  • garantire ai dipendenti l’accesso ai diritti sindacali;
  • prevedere che i regimi di articolazione delle fasce di operatività, contattabilità ed inoperatività, nei limiti di quanto previsto dal CCNL, siano materia di contrattazione integrativa per prevedere che l’applicazione concreta sia coerente con le necessità specifiche dell’organizzazione del lavoro nelle diverse amministrazioni e con l’esercizio della flessibilità oraria a beneficio dei dipendenti.

L’Aran ha confermato la propria disponibilità a disciplinare più compiutamente il lavoro agile, nelle sue diverse modalità, prevedendo adeguate forme di relazioni e partecipazione sindacale, anche sulla base delle proposte avanzate dalle OO. SS.

Nelle prossime settimane verificheremo, sulla base della integrazione della bozza in discussione, la concreta disponibilità a pervenire ad un testo completo e strutturato che valorizzi il ruolo della contrattazione collettiva nella disciplina dei diversi aspetti del lavoro agile.

Il prossimo incontro si svolgerà il 22 settembre p.v.

Fp Cgil - Florindo Oliverio  |  Cisl Fp - Angelo Marinelli  |  Uil PA - Gerardo Romano e Federico Trastulli