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Il Rapporto annuale sul mercato del lavoro è frutto della collaborazione tra Ministero del lavoro e delle politiche sociali, Istat, Inps, Inail e Anpal, sviluppata nell’ambito dell’Accordo quadro che ha l’obiettivo di favorire la diffusione d’informazioni armonizzate, complementari e coerenti sulla struttura e sulla dinamica del mercato del lavoro in Italia, valorizzando la ricchezza delle diverse fonti d’informazione sull’occupazione – amministrative e statistiche – per rispondere all’esigenza di una lettura sempre più integrata dei dati sul fenomeno esaminato.

Nel 2020, la pandemia dovuta al Covid-19 ha condizionato in maniera cruciale gli sviluppi dell’economia e della società, in Italia come nel mondo intero. L’emergenza sanitaria e la conseguente sospensione delle attività di interi settori produttivi hanno rappresentato anche nel nostro Paese uno shock improvviso e senza precedenti sulla produzione di beni e servizi e, di conseguenza, sul mercato del lavoro. In particolare nel secondo trimestre 2020 si è assistito a un crollo dell’attività economica, seguito da un recupero, per certi aspetti superiore alle aspettative, nel terzo trimestre e una nuova riduzione nel quarto dovuta alla recrudescenza della diffusione dei contagi.

La pubblicazione si compone di sette capitoli. Il primo, introduttivo, descrive l’andamento recente del mercato del lavoro nel Paese e approfondisce i confronti con l’Ue. Gli altri, di carattere monografico, presentano approfondimenti sugli effetti della pandemia nei primi tre trimestri del 2020, in relazione ai seguenti temi:

  • La dinamica dell’occupazione, la disoccupazione e l’inattività;
  • Le strategie di reazione messe in campo dalle imprese per fronteggiare la crisi;
  • I cambiamenti nelle attivazioni e cessazioni dei rapporti di lavoro dipendente;
  • La continuità del lavoro nel periodo di lockdown e successivo;
  • Gli strumenti di sostegno al reddito e all’occupazione, dalla Cassa integrazione guadagni al reddito di emergenza;
  • L’andamento e le caratteristiche degli infortuni e delle malattie professionali nell’ultimo quinquennio e i primi dati del 2020.

Gli approfondimenti contenuti nel Rapporto descrivono gli effetti del Covid-19 sulla domanda e sull’offerta di lavoro, il ruolo degli ammortizzatori sociali messi in campo, e le ricadute sulla qualità del lavoro. Data la natura dei provvedimenti di sostegno alle imprese e ai lavoratori, gli effetti della crisi si sono manifestati più sulle ore lavorate che sull’occupazione; ciononostante il numero di persone rimaste senza lavoro è considerevole, soprattutto a seguito delle cessazioni dei contratti a termine non rinnovati e del venir meno di nuove assunzioni in un generalizzato clima di “sospensione” delle attività, inclusa quella della ricerca di lavoro. Il calo dell’attività e dell’occupazione si è concentrato nei servizi e, complessivamente, ha avuto effetti ridotti nella manifattura.

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