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Il 5 agosto è stato definitivamente approvato dalla Camera il DDL di conversione del decreto 9 giugno 2021, n. 80 (“Misure urgenti per il rafforzamento della capacità amministrativa delle pubbliche amministrazioni funzionale all’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza e per l’efficienza della giustizia”), cosiddetto decreto-reclutamento.

Il testo originario del decreto-legge è stato oggetto di numerose modifiche durante l’esame parlamentare. Ne risulta una norma molto articolata complessa, con risvolti positivi e negativi da approfondire con attenzione evitando pregiudizi e strumentalizzazioni ideologiche. Tra gli aspetti di maggiore rilevanza per i lavoratori della Pubblica Amministrazione segnaliamo in particolare:

- art. 3, comma 1 > i CCNL dovranno individuare, oltre alle tre aree professionali previste dall’art. 52 del d.lgs. 165/2001, una quarta area per il personale di “elevata qualificazione”. Le progressioni all’interno delle aree dovranno avvenire con criteri selettivi che tengano conto delle capacità professionali e culturali nonché dell’esperienza maturata, attraverso l’attribuzione di “fasce di merito”. Le progressioni fra le aree, per le quali è prevista una riserva massima del 50% per gli interni, avverranno in base a procedure comparative riferite agli ultimi 3 anni di servizio;

- art. 3, comma 1 > i CCNL possono definire “tabelle di corrispondenza tra vecchi e nuovi inquadramenti” sulla base di esperienza e professionalità effettivamente utilizzate dall’amministrazione di appartenenza per almeno 5 anni, anche in deroga al possesso del titolo di studio richiesto per l’accesso dall’esterno;

- art. 3, comma 2 > possibilità per i CCNL di superare i limiti al tetto di spesa fissati dall’art. 23 del decreto legislativo n. 75/2017 relativamente al trattamento economico accessorio.

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