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La BCE ha pubblicato un approfondimento sul tasso di risparmio delle famiglie durante la pandemia. La crisi in corso causata dal coronavirus (COVID-19) ha comportato l’imposizione di molte restrizioni senza precedenti sulle persone e sulle loro attività economiche al fine di limitare la diffusione locale e mondiale delle infezioni.

Il tasso di risparmio delle famiglie nell'area euro è quasi raddoppiato durante la pandemia, raggiungendo il 25% del reddito nel secondo trimestre 2020, dopo essersi collocato a circa il 12-13% prima del 2020. L'aumento del risparmio non è un fenomeno atipico durante una crisi, ma l'entità di questo incremento è insolita ed è ascrivibile all'accumulo di fondi dovuto alle restrizioni imposte sulle attività di spesa (il cosiddetto risparmio forzato).

L'approfondimento è pubblicato nella sezione "Uno sguardo alle statistiche dell'area dell'euro", che ospita dati e grafici presentati in modo sintetico e corredati di spiegazioni, riferimenti bibliografici e link, in 23 lingue e in un formato facile da condividere.

Il reddito e il risparmio sono due indicatori della situazione economica delle famiglie e sono utilizzati per comprendere meglio l’impatto del COVID-19 su queste e sui loro comportamenti. Prima della pandemia, il reddito e il risparmio delle famiglie nell’area dell’euro mostravano dinamiche simili (cfr. la figura 1), ma nel 2020 sono emersi con evidenza gli effetti della crisi su questi due indicatori. Sebbene i redditi delle famiglie tendano in genere a diminuire durante le crisi economiche, le misure di sostegno attuate dai governi nazionali dell’area dell’euro nel 2020 ne hanno attenuato il calo, lasciandoli nel complesso relativamente stabili. Il risparmio, nel frattempo, è aumentato nettamente, alimentato dalle restrizioni governative che hanno limitato le possibilità di spesa dei cittadini.

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