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Nel pomeriggio di oggi ha preso avvio il negoziato per il rinnovo del CCNL del comparto delle funzioni centrali. In premessa il Presidente dell’Aran, dopo aver ricordato i contenuti dell’atto di indirizzo, ha auspicato un celere svolgimento del negoziato, proponendo di lavorare attraverso tre sessioni contrattuali specifiche: l’aggiornamento della parte normativa (disciplina delle assenze, disciplina degli istituti normo – economici), revisione dell’ordinamento professionale e disciplina del rapporto di lavoro agile. È stato poi ricordato il quadro economico nell’ambito del quale il negoziato dovrà svolgersi.

Nella successione dei nostri interventi abbiamo evidenziato le positive novità del contesto nel quale il rinnovo contrattuale prende avvio, rappresentate dagli impegni politici assunti dal Governo nel Patto per l’Innovazione del lavoro pubblico e la Coesione sociale, primi fra tutti la possibilità di prevedere con la prossima legge di bilancio risorse aggiuntive utili per il finanziamento del nuovo Ordinamento professionale ed il superamento dei vincoli alla contrattazione collettiva fissati dall’art. 23, comma 2, del D. Lgs 75/2017, che fissa all’importo del 2016 il tetto per i trattamenti economici accessori erogabili. Il nuovo contratto rappresenta una opportunità straordinaria per evidenziare il nesso fra la disciplina del rapporto di lavoro, le relazioni sindacali, l’ordinamento professionale e i cambiamenti dell’organizzazione del lavoro, come elementi essenziali per il miglioramento dei servizi a beneficio dei cittadini e del Paese, rovesciando una narrazione mediatica spesso ostile al lavoro pubblico, in nome della quale negli anni sono stati adottati interventi legislativi restrittivi delle prerogative contrattuali.

Per questo abbiamo rappresentato la necessità di potenziare le forme partecipative, previste dal contratto, su una serie di aspetti essenziali dell’organizzazione del lavoro che possono contribuire a rafforzare la motivazione dei dipendenti e il loro contributo al miglioramento dei processi lavorativi, evidenziando come non manchino, nell’atto di indirizzo inviato dal Governo all’Aran alcuni punti critici, che fanno riferimento ad un quadro legislativo angusto, che esclude la contrattazione sulle materie relative all’organizzazione del lavoro e che limita le possibilità di valorizzazione professionale e riconoscimento delle responsabilità, delle competenze e delle esperienze acquisite dai lavoratori e dalle lavoratrici attualmente in servizio.

Anche per questo svolgeremo il negoziato in coerenza con i contenuti del Patto, richiamando il Governo alla necessità di una iniziativa politica coerente con gli impegni assunti nel Patto, a cominciare dal superamento del tetto alle risorse dei trattamenti economici accessori fissato dall’art 23, comma 2 del D. lgs 75/2017 e dalla necessità di estendere anche ai lavoratori e alle lavoratrici pubblici le agevolazioni fiscali sul welfare contrattuale e sui premi di risultato erogati tramite la contrattazione integrativa, già previsti per i lavoratori del settore privato. Due modifiche legislative che consentirebbero di liberare gli strumenti di valorizzazione economica e professionale a disposizione della contrattazione integrativa ed accrescere, in prospettiva, la retribuzione complessiva netta erogabile in busta paga alla generalità dei lavoratori a cui il contratto si rivolge.

Abbiamo poi ricordato, sinteticamente, gli obiettivi che ci siamo dati con le piattaforme unitarie presentate ai lavoratori nella campagna di assemblee “#RinnoviamolaPA”:

  • La revisione del sistema di classificazione ed inquadramento del personale per un nuovo ordinamento professionale che sia in grado di offrire opportunità di sviluppo di carriera e valorizzazione professionale ed economica alla generalità del personale;
  • La rivisitazione del sistema di progressione economica all’interno delle Aree giuridiche, per valorizzare l’esperienza ed il merito, e rendendo le progressioni effettivamente esigibili in tutte le amministrazioni;
  • Una nuova disciplina degli incarichi per valorizzare responsabilità, conoscenze acquisite e competenze disponibili in tutte le aree professionali del comparto;
  • Una maggiore permeabilità tra le aree nei passaggi per il personale già in servizio;
  • La previsione di una disciplina che sia in grado di riconoscere adeguatamente le funzioni di responsabilità gestionali, professionali, organizzative ricoperte a livello di ente o amministrazione e di valorizzare le specificità professionali e le attività di quei professionisti a cui attualmente non si applica il contratto dell’area dei dirigenti delle funzioni centrali;
  • L’effettività del sistema di relazioni sindacali introdotto col contratto 2016/2018, potenziando l’informazione, il confronto e gli Organismi paritetici per l’innovazione, incrementando il livello di partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori nell’organizzazione del lavoro;
  • Il rafforzamento e la concreta esigibilità della contrattazione integrativa e decentrata;
  • La perequazione delle risorse e delle opportunità offerte ai lavoratori e alle lavoratrici delle diverse amministrazioni, attraverso il sistema indennitario finanziato dai fondi per la contrattazione integrativa;
  • Programmazione dei fabbisogni del personale: se scriveremo insieme i criteri di inquadramento ed i profili professionali, dovremo prevedere un sistema di partecipazione nella pianificazione delle politiche del personale;
  • Il rafforzamento di forme di incentivazione del welfare contrattuale e la definizione della disciplina di sostegno per lo sviluppo della formazione professionale finalizzata a valorizzare il miglioramento professionale e lo sviluppo delle competenze acquisite;
  • L’aggiornamento della parte normativa ed il miglioramento degli istituti finalizzati a conciliare i tempi di vita con i tempi di lavoro anche completando il lavoro di trasposizione dai vecchi CCNL di comparto;
  • Occorre prevedere in questo CCNL regole certe ed omogenee sullo smart-working.

Il Presidente dell’Aran, ricordando che l’atto di indirizzo ricevuto dal governo non poteva che partire dal quadro legislativo vigente, ha anche evidenziato come gli impegni assunti dal Governo nel Patto sottoscritto con Cgil, Cisl e Uil costituiscano una cornice di riferimento e di sostegno utile sia dal punto di vista finanziario, che di quelle modifiche legislative che a valle del negoziato le parti, insieme, individueranno. Il tavolo è stato aggiornato alle prossime settimane quando il Presidente riconvocherà le parti, presentando un indice dettagliato dei lavori.

Roma, 29 Aprile 2021

Fp Cgil - Serena Sorrentino  |  Cisl Fp - Maurizio Petriccioli  |  Uil PA - Sandro Colombi

 

In allegato il comunicato stampa in PDF.

 

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