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"Nel corso di questa fase dura e critica per il nostro Paese i lavoratori del Pubblico Impiego non si sono mai tirati indietro dai propri doveri e, nonostante il lock down e la cautela che ha caratterizzato la riapertura delle attività, hanno mandato avanti la macchina pubblica, assicurando non soltanto i servizi essenziali ma ogni funzione che la Pubblica Amministrazione è deputata ad assicurare per la collettività e per la funzionalità degli apparati pubblici, accettando la sfida dello Smart Working e superando ogni ostacolo dovuto alla mancanza di esperienze pregresse”. Lo afferma in una nota il Segretario Generale della Uilpa Nicola Turco, aggiungendo: “il feedback rispetto al lavoro svolto in Smart Working in questi mesi è stato estremamente positivo in termini di quantità e qualità delle prestazioni rese e soprattutto degli obiettivi conseguiti, tanto da indurre lo stesso Ministro della Pubblica Amministrazione ad auspicare a regime il mantenimento in lavoro agile di una percentuale di dipendenti non inferiore al 30%”.

“Rispediamo quindi al mittente le dichiarazioni rese alla stampa dall’ex senatore PD Pietro Ichino che ha fatto riferimento alla lunga vacanza dei lavoratori pubblici in Smart Working, affermazione che riteniamo non solo del tutto irrispettosa nei confronti dei lavoratori ma oltre tutto priva di alcun fondamento reale, considerata la positività dei report istituzionali sull’attività dei pubblici dipendenti svolta in lavoro agile”, incalza Turco sottolineando “come del resto sia evidente annoverare il Professore tra coloro che da anni operano per demolire il settore dei servizi pubblici e che - attraverso queste asserzioni legate evidentemente ad un vecchio modo di concepire il lavoro pubblico - mirano ad alimentare sentimenti di malcontento nei confronti di coloro che quotidianamente sono preposti ad assicurare la tutela dei diritti costituzionalmente garantiti, pur nelle difficili condizioni in cui sono costretti ad operare”.

“Analogamente – prosegue Turco - appare stucchevole il corporativismo di certe affermazioni provenienti da rappresentanti di una parte della dirigenza pubblica che non solo si pavoneggiano di essere stati gli unici a lavorare in presenza negli uffici, lamentando che il loro carico di lavoro sia aumentato di parecchio (sic!), nonostante il vero lavoro sia stato svolto dagli Smart Workers, ma fremono per il rientro dei lavoratori soltanto per poter tornare ad esercitare quello che possiamo definire un controllo ‘visivo’. Nel settore pubblico, a differenza di quello privato - rileva infatti il Sindacalista della Uilpa - distinguere la prestazione lavorativa dalla mera presenza fisica e dalla timbratura di un cartellino costituisce ancora un’utopia, c’è un atteggiamento di diffidenza del superiore gerarchico rispetto al suo sottoposto e ciò dipende soprattutto dalla circostanza che riorganizzare il lavoro, individuare ed assegnare un obiettivo e valutare il risultato appare ai più piuttosto complicato, nonostante si presuppone che chi lo dovrebbe farlo abbia anche le competenze per poterlo fare, considerata anche l’entità delle retribuzioni percepite”.

“Il disegno di smantellamento del Pubblico a favore della privatizzazione dei servizi, con ripercussioni gravissime sui cittadini, non può che trovare nutrimento da esternazioni gravi come quelle citate ed è per tale motivo che le stesse vanno condannate con forza, soprattutto per salvaguardare la dignità e la professionalità di tutti i lavoratori che nel corso dell’emergenza epidemiologica hanno fatto il possibile affinché la macchina pubblica non si fermasse e fosse sempre e comunque pronta a sostenere ogni attività del Paese in un momento così difficile”, rimarca il Segretario Generale della Uilpa.

“Abbiamo già ribadito la nostra ferma volontà di favorire il normale rientro in sicurezza dei lavoratori pubblici negli uffici, nel pieno rispetto di tutte le norme e i protocolli di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro, perché i dipendenti del Pubblico Impiego desiderano offrire i servizi alla cittadinanza tornando nelle proprie sedi per ripristinare gradatamente la normalità”, rappresenta Turco.

“Tuttavia, in questa fase fondamentale per decidere se la strada della Pubblica Amministrazione sarà quella dell’INNOVAZIONE e del CONFRONTO oppure quella della RESTAURAZIONE e dell’ASSENZA DI DIALOGO, noi come Uilpa saremo impegnati a favorire il successo della prima, fortemente convinti che il nostro è un Paese che necessita di coesione e condivisione, da realizzarsi soltanto attraverso il rafforzamento delle relazioni sindacali e la restituzione della organizzazione del lavoro all'attività negoziale", conclude Turco.