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“Le disposizioni del Governo per la gestione della Fase 2 hanno confermato anche per il Pubblico Impiego il permanere della situazione attuale, già regolamentata dalla Direttiva del Ministro della P.A. n. 2/2020, traslata in legge dall’articolo 87 del decreto legge n. 18 dello scorso 17 marzo, nonché dal protocollo stipulato con la Organizzazioni Sindacali il successivo 3 aprile, per cui la modalità ordinaria della prestazione lavorativa rimane lo Smart Working ad eccezione dei servizi indifferibili che non sia possibile svolgere da remoto, per l’espletamento dei quali vanno adottate tutte le misure di prevenzione che già conosciamo”.

Lo afferma in una nota il Segretario Generale della Uilpa Nicola Turco, aggiungendo: “i datori di lavoro pubblici non pensino di disattendere il rispetto di tali prescrizioni, non consentiremo a nessuno di discostarsi da quanto previsto dalle citate disposizioni, la cui infrazione si configurerebbe in tal caso come una violazione di legge, con tutte le conseguenze che ne derivano.

Prosegue, quindi, Turco: “per affrontare questo ulteriore periodo critico ci aspettiamo, inoltre, il rafforzamento del congedo parentale e nuove indicazioni rispetto ai congedi previsti dalla legge 104/1992, peri quali nei mesi di marzo e aprile era stata prevista un’integrazione complessiva di 12 giorni”.

“In ogni caso – rimarca Turco - ricordiamo che gli obblighi in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro ricadono in capo ai datori di lavoro e che quindi i dirigenti sono direttamente responsabili di eventuali trasgressioni, senza dimenticare che in ogni caso trattasi di materia oggetto di contrattazione integrativa nazionale o di sede con le organizzazioni sindacali, ai sensi dell’art. 7, comma 6, lettera k) del vigente CCNL, sulla quale pertanto non risulta assolutamente possibile assumere decisioni di carattere unilaterale”.

“Anche nella fase successiva, che prenderà il via presumibilmente a decorrere dal prossimo 18 maggio riteniamo fondamentale – incalza il Segretario Generale della Uilpa - che lo Smart Working permanga come modalità ordinaria della prestazione lavorativa nelle more dell’avvio di una ripresa graduale delle attività che, sulla base delle indicazioni del Comitato tecnico-scientifico, richiederà l’adozione di tutte le misure necessarie (test per tutti i lavoratori che rientrano, adeguati accorgimenti per il distanziamento minimo, utilizzo dei DIP, sanificazione costante degli ambienti) e ciò anche in considerazione della necessità di non ingolfare i mezzi di trasporto pubblico e del perdurare della chiusura delle scuole che richiede ovviamente la presenza di almeno un genitore in casa. Sul punto, inoltre, l’obiettivo che in ogni caso ci poniamo è quello di far sì che, anche a cessata l’emergenza, permanga in lavoro agile una percentuale di lavoratori non inferiore al 30/40% della popolazione lavorativa complessiva”.

“Alle Amministrazioni Centrali come la Giustizia che dovrebbe garantire il rispetto delle norme e che nella prima fase ha fatto registrare numerosi decessi per Covid-19, richiedendo prestazioni che potevano essere svolte da remoto sia nei servizi giudiziari sia nel settore Unep fino a spingersi addirittura negli stessi servizi informatici, e ai vari Enti ribadiamo che non permetteremo a nessuno fughe in avanti e che faremo ricorso all’Ispettorato per la Funzione Pubblica, ribadendo che i Datori di Lavoro hanno diritti da pretendere ma soprattutto obblighi da assolvere e che senza il rispetto di questi ultimi non sarà possibile operare. Per la Uilpa, la salute viene prima di tutto”, conclude Turco.