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(AGI) - Roma, 19 feb. - "Cara ministro Bongiorno, noi non accetteremo di far tornare indietro le lancette dell'orologio". Cosi' il segretario confederale della Uil Antonio Foccillo e i segretari delle categorie del pubblico impiego Nicola Turco (Uilpa), Michelangelo Librandi (Uil Fpl), Pino Turi (Uil scuola), Sonia Ostrica (Uilrua), che contestano il disegno di legge sulla Pa presentato dal ministro. Secondo i sindacalisti "e' evidente la volonta' della politica di mirare al controllo diretto della macchina pubblica"."Il ministro Bongiorno - sostiene Foccillo - al suo esordio aveva affermato di non voler legare il suo nome ad alcuna nuova riforma. Ora evidentemente ci ha ripensato ma con la solita logica dei molti governi passati: l'unico obiettivo che si rileva da questo intervento e' quello di cancellare il ripristino della contrattazione, attraverso un colpo di spugna dell'accordo del 30 novembre 2016 tra governo e sindacati confederali, quello che ha reso possibili le necessarie modifiche normative e, quindi, i rinnovi contrattuali 2016-2018, avuto il pregio di ripristinare il giusto equilibrio tra legge e contratto e di restituire valore alla contrattazione e dignita' ai lavoratori".Secondo Turco, "Il Ddl Bongiorno a tratti in modo esplicito, in altri sottinteso, ripropone tutti gli aspetti negativi della riforma Brunetta, ad iniziare dalla rivisitazione del rapporto legge-contratto e delle clausole di inderogabilita', per finire con la riproposizione delle famigerate fasce di merito"."L'unica vera riforma - prosegue Librandi - e' investire in qualita', non contro i dipendenti ma per valorizzare la loro professionalita'. Ricordiamo che le Commissioni previste nel Ccnl per riconoscere l'evoluzione professionale nei nostri comparti non sono mai partite. Ci vuole un piano straordinario per le assunzioni e le nuove norme sulle assunzioni determineranno ritardi, vista l'impossibilita' di scorrimento delle graduatorie oltre i vincitori di concorso".Per Turi, "voler perseguire con la rigidita' della legge la governance del lavoro nella scuola significa rassegnarsi alla lentezza burocratica e all'immobilismo amministrativo che e' il problema da risolvere. La scuola non si amministra, si governa e solo le regole flessibili della contrattazione collettiva sono in grado di farlo efficacemente. Se il governo dubita della propria capacita' negoziale e non si fida di se stesso e delle proprie argomentazione, preferisce rifugiarsi dietro la legge, piuttosto che accettare il confronto con il sindacato. In verita' nulla di nuovo rispetto ad un governo che si definisce del cambiamento."Per settori come la ricerca e l'alta formazione - conclude Ostrica - serve una programmazione di medio lungo periodo: mettere mano continuamente alle norme crea solo ritardi, contenziosi, perdita di risorse". (AGI) Ing 191512 FEB 19 NNNN
 
ROMA (ITALPRESS) - Secondo il segretario confederale della Uil Antonio Foccillo e i segretari delle categorie del pubblico impiego Nicola Turco (Uilpa), Michelangelo Librandi (Uil Fpl), Pino Turi (Uil scuola) e Sonia Ostrica (Uilrua), con il testo del Ddl sulla P.A. presentato dal ministro Bongiorno, "si rende evidente la volonta' della politica di mirare al controllo diretto della macchina pubblica". Foccillo ricorda che "il ministro Bongiorno al suo esordio aveva affermato di non voler legare il suo nome ad alcuna nuova riforma. Ora evidentemente ci ha ripensato - aggiunge - ma con la solita logica dei molti governi passati: l'unico obiettivo che si rileva da questo intervento e' quello di cancellare il ripristino della contrattazione, attraverso un colpo di spugna dell'Accordo del 30 novembre 2016 tra Governo e Sindacati confederali, quello che ha reso possibili le necessarie modifiche normative e, quindi, i rinnovi contrattuali 2016-2018, avuto il pregio di ripristinare il giusto equilibrio tra legge e contratto e di restituire valore alla contrattazione e dignita' ai lavoratori". (ITALPRESS) - (SEGUE). ads/com 19-Feb-19 15:21 NNNN