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“Le prime indiscrezioni sullo stanziamento delle risorse necessarie al rinnovo dei contratti lascerebbero intendere che il Governo non intenda elargire poco più di una manciata di euro. Tale circostanza, aggravata dalla tagliola normativa della riforma Brunetta che si abbatterebbe sui salari accessori, rischia di tradursi addirittura in un abbassamento dei trattamenti economici in godimento”. Lo afferma in una nota il Segretario generale della UILPA Nicola Turco commentando: “Uno strano Paese, il nostro, dove anche i costi degli interventi seguono il criterio dell’opportunità e della convenienza politica”.

Prosegue Turco: “Sicuramente con la sentenza della Corte Costituzionale ci hanno espropriato del nostro passato, ora non siamo disposti a farci defraudare del nostro presente e del nostro futuro”. Il Segretario generale della Uilpa sottolinea che “fin quando il Governo non ci farà una proposta seria sulla cifra da stanziare noi non potremo che parlare di dignità, un diritto ingiustificatamente calpestato in ogni occasione. Un Vigile del Fuoco che ogni giorno affronta turni massacranti per compiere il proprio dovere, anche rischiando la propria vita scavando per ore e ore sotto le macerie, un infermiere o un medico che lottano ogni giorno per garantire il diritto all’assistenza ed alla salute, pur nel caos generato dai tagli alla spesa pubblica, un insegnante che, malgrado gli interventi distruttivi sul mondo dell’istruzione, adempie quotidianamente alla propria missione per trasmettere sapere e conoscenza ai nostri figli, un impiegato che, nonostante le mille difficoltà oggettive conseguenti allo stato di abbandono della macchina pubblica, riesce comunque ad assicurare ad ogni membro della collettività il godimento dei diritti fondamentali, come quello alla giustizia, alla previdenza e quant’altro, insomma tutti quegli operatori che ogni giorno - a dispetto di qualsiasi avversità - sono a fianco dei cittadini, dei lavoratori, dei pensionati, dei giovani, dei bisognosi, dei malati, delle vittime di eventi calamitosi, non hanno forse diritto a dignità e rispetto? E’ parliamo del 99,6 e non dello 0,4 per cento di lavoratori che la politica si ostina a prendere a riferimento per gettare discredito sul mondo del lavoro pubblico”

“I soldi non ci sono soltanto per i dipendenti pubblici ma ci sono sempre per le banche, per le assicurazioni, insomma per tutto il mondo degli interessi e dei poteri forti in generale, addirittura per i gestori del gioco d’azzardo a cui in passato sono state condonate somme importanti da versare all’erario. E ciò accade in una Paese ove non esiste più la certezza del diritto, dove anche le sentenze della Corte Costituzionale non hanno consistenza diversa dalla carta straccia”. Conclude Turco: “A pochi giorni dal Referendum e dopo sette anni di blocco retributivo, è evidente come il Governo non abbia a cuore non solo il destino della Pubblica Amministrazione e di chi ci lavora ma anche quello dei cittadini a cui vengono erogati i servizi. Il quantum che il Governo intenderebbe stanziare, tradotto in cifre, consentirebbe di elargire circa 15 euro pro-capite, a fronte delle più elevate ed inevitabili perdite sul salario di produttività. Questo i cittadini lo devono sapere! Ci prepariamo quindi ad affrontare una fase difficile qualora la posizione del Governo non dovesse mutare”.

In allegato, il comunicato stampa in pdf.