testata uilpait  

Grande successo, in questi giorni, per la mobilitazione unitaria dei lavoratori del pubblico impiego. Si riparte dai territori e da una proposta innovativa per rilanciare i servizi pubblici come volano della crescita del Paese e per un rinnovo di contratto che tarda ormai da quasi sette anni.

Sono in corso di svolgimento gli scioperi generali regionali, secondo un fitto calendario di iniziative che riguarderà tutte le regioni italiani, fino alla fine di maggio: si sono già tenuti quelli in Lombardia, Puglia, Calabria e Toscana, cui si è aggiunto, nella giornata di ieri, il Piemonte.

Il 7 maggio è la volta della Sicilia, l’11 dell’Abruzzo, il 19 della Sardegna, il 20 delle Marche, il 24 dell’Emilia, il 25 di Campania, Lazio e Umbria e il 26 di Liguria e Veneto.

Le lavoratrici e i lavoratori stanno dunque mandando un messaggio chiaro al governo: per riorganizzare e riqualificare i servizi pubblici locali bisogna uscire dalla logica di tagli, blocchi e ridimensionamenti. C’è bisogno di un percorso nuovo che coinvolga lavoratori e cittadini, che metta al centro le persone e non le leggi, che rilanci i servizi pubblici alle comunità locali. Un percorso di investimenti per liberare l’energia al servizio del paese, iniziando dal rinnovo dei contratti.

Dopo oltre 2.300 giorni senza contratto e dopo il verdetto della Corte Costituzionale, siamo pronti a combattere una battaglia senza tregua per portare a casa il risultato migliore possibile e restituire ai lavoratori dignità e recupero salariale.

Il rinnovo del contratto nei comparti del Pubblico Impiego non è un costo, è un investimento. E senza rinnovo del contratto e senza investimenti qualsiasi riforma della P.A. è destinata a fallire.

Le politiche imposte da questo Governo sono fuori da ogni regola e sono destinate a favorire la morte dello stato sociale, del welfare, della democrazia, della legalità, di tutti quei presidi che in sostanza vengono assicurati dalla Pubblica Amministrazione per favorire quel processo di privatizzazione agognato dalle scellerate politiche di turno.

Per tali motivi, è  indispensabile il massimo coinvolgimento della cittadinanza, fatalmente destinata a pagare il contraccolpo delle azioni di Governo che avversano la Pubblica Amministrazione, evidentemente considerata un fardello inutile e costoso. Queste mobilitazioni a livello regionale sono finalizzate a portare la nostra voce alle istituzioni e agli amministratori locali e a tutta la cittadinanza.

Nel sistema Paese noi dipendenti pubblici siamo un valore aggiunto, non un peso!