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“Apprendiamo dagli organi di stampa che il Direttore generale dell’Inps, Massimo Cioffi, ha interrotto la propria autosospensione ed è quindi tornato ad occupare la delicata posizione che circa un anno fa gli era stata attribuita per volere dello stesso Presidente dell’Istituto Tito Boeri e, in merito alla quale, noi della UILPA avevamo prontamente espresso le nostre perplessità”. Lo afferma, in una nota, il Segretario Generale della UILPA, Nicola Turco, commentando: “Peraltro, non ci risulta che rispetto ai motivi sottesi all’autosospensione del Dr. Cioffi, siano intervenuti fatti nuovi o che lo stesso Direttore Generale abbia fornito alcun chiarimento ufficiale in ordine agli eventi che lo hanno indotto a recedere da tale decisione. Purtroppo, tali circostanze - prosegue Turco - non possono che accrescere le nostre preoccupazioni rispetto al futuro del più grande Istituto previdenziale d’Europa”.

Aggiunge il Segretario generale della UILPA: “Dobbiamo gioco-forza rilevare che le nostre previsioni erano lungimiranti. Nel momento in cui si è deciso che le logiche della politica debbano prevalere sul perseguimento dell’interesse pubblico, non può che determinarsi uno scenario fosco per la collettività. E così, anche sull’Inps, si stanno assumendo decisioni che non rispondono alle esigenze di efficienza e di funzionalità dei cittadini e ancora meno a quelle dei lavoratori dell’Istituto.”

“Purtroppo – continua Turco - si tratta di una situazione destinata ad aggravarsi, la riforma di un Istituto come l’Inps non può prescindere dal confronto e dal dialogo con le parti sociali, altrimenti quella deriva che circa un anno fa avevamo annunciato non potrà che tradursi a breve in una triste realtà! Ma tutto ciò non può essere accettabile né da parte dei cittadini che fruiscono degli essenziali servizi previdenziali e socio-assistenziali dell’Istituto né da parte dei lavoratori costretti ad operare nei relativi servizi con metodologie e con assetti organizzativo-funzionali frutto di decisioni assolutamente unilaterali, non partecipate e non condivise”.

Ed è proprio in questa direzione che inquadriamo il ritorno del Direttore Generale, promotore di un progetto di riorganizzazione che non condividiamo, che si muove con scelte unilaterali fuori dalle regole esistenti e dal modello di relazioni sindacali auspicabile, che ha suscitato, anche nel caso del documento relativo alla disciplina dei criteri e delle modalità per il conferimento degli incarichi dirigenziali, le perplessità sollevate dallo stesso Collegio Sindacale dell’Istituto.

“Ribadiamo con convinzione - puntualizza Turco - che l’aver interrotto la trentennale tradizione di selezione del direttore generale tra le professionalità interne dell’Istituto, dotate di adeguate competenze e capacità, oltre che ledere un preciso dettato normativo, non risponde ad alcuna logica, se non quella di barattare abilità ed esperienze con convenienza politica”.

Conclude Turco: “I recenti accadimenti ne sono una prova lampante!”

In allegato il comunicato stampa.