«Prima si bussa e, se non rispondono, si bussa ancora. Ma, se neanche questa volta rispondono, allora si darà una spallata». All'indomani dell'annuncio della mobilitazione, indetta dalle federazioni di categoria del pubblico impiego, a sostegno della vertenza per il rinnovo del contratto di lavoro, è questo il monito che giunge dal segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo ai microfoni dell'Adnkronos.

"Se non si siedono per fare un contratto, invece di dare caramelle, avranno le risposte che un sindacato, che fa contratti, deve dare", avverte il numero uno della confederazione di Via Lucullo, interpellato, a margine di un convegno della Uiltrasporti sulla privatizzazione delle Fs. "Faremo una lotta a tempo indeterminato e a tutela crescenti perchè la sentenza della Corte Costituzionale deve essere rispettata. Il Governo deve smetterla di essere il peggior datore di lavoro", aggiunge Barbagallo che, comunque, si augura "di non dover fare scioperi percé costano e, al contrario di quello che pensa qualcuno, non si fanno con allegria". Barbagallo non esclude che ora si apra una possibile campagna contro i lavoratori pubblici.

E riferendosi alla vicenda dei lavoratori del Comune di Sanremo, tiene a sottolineare che "chi ha sbagliato deve essere licenziato perché ha danneggiato i colleghi che lavorano per mandare avanti il Paese. Ma vanno licenziati anche i dirigenti. Dov'erano quando è successo tutto questo? Bisogna smetterla con il fatto che tutti sono responsabili ma poi nessuno è responsabile".

Poi, ad Agorà (Rai3), il Segretario Generale della Uil rincara la dose. "Le categorie sindacali si sono riunite e unitariamente hanno deciso che se il Governo non si siede a contrattare col sindacato dei lavoratori pubblici, ci sara' lo sciopero. Non vuol dire che sara' uno sciopero generale ma il Governo deve sapere che non puo' dare tutto ai datori di lavoro e nulla ai lavoratori. I governi tecnici che si sono susseguiti hanno spostato i rapporti di forza a favore del datore di lavoro: il peggior datore di lavoro di questo Paese è lo Stato che non rinnova i contratti per i pubblici dipendenti dal 2009, nonostante si siano persi 300.00 posti di lavoro", ha concluso Barbagallo.